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Si termini il “periodo di prova” della raccolta porta a porta e si estenda a tutta la città

Lettera scritta da Enrico Gnocchi

Caro Direttore,
l’11 dicembre scorso è stato pubblicato sulla stampa locale un articolo che celebrava i risultati del concorso a premi Ciclo e Riciclo per l’anno 2011. La sedicesima edizione di quest’anno sarà probabilmente l’ultima. Distribuiti i soliti premi con grande risonanza, da parte dei vertici di AEM c’è la convinzione di aver con questo contribuito a migliorare il problema dei rifiuti. Il direttore generale Enrico Ferrari ha proclamato che “Cremona è un comune all’avanguardia …” ma ora “serve un format innovativo e di attrazione”.
Il grave problema dell’aumento dei rifiuti e del loro inadeguato smaltimento è affrontato dai dirigenti AEM come un gioco e con esso vengono pervicacemente assuefatti i cittadini con uno zuccherino come premio. Perché non viene citata la percentuale raccolta con “ciclo e riciclo” rispetto alla quantità di differenziata raccolta da tutti i cittadini di Cremona? Questo gioco del Ciclo e Riciclo lo riteniamo non educativo e anche controproducente, come bilancio energetico, verso l’ambiente. E’ facile calcolare che l’energia usata da ogni utente (benzina usata da ogni autovettura che trasporta piccoli quantitativi di rifiuto differenziato al centro di raccolta in via San Rocco) è superiore all’energia risparmiata dal materiale che verrà riciclato. I cittadini cremonesi hanno dimostrato di saper ben comprendere il problema dei rifiuti.
Già nei primi anni novanta la maggioranza dei cremonesi votò contro gli inceneritori e da subito conferirono i materiali riciclabili nei contenitori della raccolta differenziata. Da allora la percentuale di raccolta differenziata nel comune di Cremona non è aumentata significativamente e abbiamo perduto il primato di città riciclona ottenuto nel 1998. Il motivo è la chiara volontà di chi amministra questo problema di non voler aumentare più di tanto la raccolta differenziata: il timore è che non ci sarebbero sufficienti rifiuti da bruciare nell’inceneritore.
Nelle città e nei paesi, anche in provincia di Cremona, ove si è favorita la raccolta differenziata raccogliendo i rifiuti differenziati casa per casa, si è arrivati a percentuali del 75% e oltre. Chiediamo che anche a Cremona si termini finalmente l’ormai inutile “periodo di prova” della raccolta porta a porta e si estenda entro il  prossimo anno questo metodo a tutta la città. La logica conseguenza a beneficio dei cittadini è il passaggio da tassa a tariffa. Già ora possibile!
Per gli amministratori è sufficiente “copiare” quanto già da anni viene praticato in tante città attorno a Cremona. Il “premio” che “pretendono” i cittadini cremonesi è un ambiente privo delle diossine degli inceneritori e una diminuzione della tassa rifiuti proporzionato al lavoro svolto per differenziare ciò che essi producono.

Enrico Gnocchi
Direttivo Cittadino Circolo Rosa Luxemburg
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra

 

 

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