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Calcioscommesse, Sartor ai domiciliari ma "buona fede non credibile"

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– Nella foto, Sartor in procura a Cremona

Sono stati concessi i domiciliari all’ex calciatore Luigi Sartor, arrestato nel secondo troncone dell’inchiesta cremonese sul calcioscommesse. Secondo l’accusa sarebbe il contabile del gruppo dei bolognesi (in cui gli investigatori inseriscono anche Beppe Signori) e il tramite con gli uomini di Singapore. Alessandro Zamperini, ex giocatore di serie B, ha invece ottenuto i domiciliari il 31 dicembre (“A seguito delle dichiarazioni confessorie si sono ridimensionate le esigenze cautelare”, scrive il giudice per le indagini preliminari Guido Salvini nell’ordinanza). Quanto a Sartor, si tratta di domiciliari “rigidi”. Per lui è possibile comunicare solo con avvocati difensori e familiari conviventi. Nell’ordinanza di scarcerazione si fa riferimento a contatti con Singapore per l’acquisto del Modena, a un cellulare con scheda inglese consegnato a Sartor nel corso di un viaggio in Asia e a messaggi con riferimenti a scommesse da centinaia di migliaia di euro anche su Inter-Lecce. Sartor, va avanti Salvini nell’ordinanza, “ha sostenuto di aver agito in buona fede, e cioè di essere stato convinto di aver intrapreso un’attività lecita, dei cui equivoci contorni si sarebbe reso conto, così come Burini (Luca, ndr), solo in un secondo momento”; “la pretesa buona fede di Sartor, anche a prescindere dal tenore inequivoco della conversazione con Bellavista (Antonio, giocatore coinvolto nella prima parte dell’inchiesta, ndr), si colloca al di fuori di ogni criterio di credibilità”.

 

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