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Amianto e mazzette, Nicoli Cristiani al Riesame: "Non ho preso soldi"

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– Sopra, Nicoli Cristiani e Locatelli

Franco Nicoli Cristiani, ex vicepresidente del consiglio regionale arrestato nell’inchiesta sulle presunte tangenti per l’autorizzazione alla discarica di amianto a Cappella Cantone, si è difeso al Tribunale del Riesame di Milano: “La mia verta è questa, non ho preso soldi”. Questa mattina l’udienza. E’ accusato di aver intascato una mazzetta da 100mila euro arrivata dall’imprenditore Pierluca Locatelli (che in interrogatorio ha parlato della promessa di una seconda bustarella da 100mila euro). A casa di Nicoli Cristiani i carabinieri avevano trovato proprio 100mila euro in contanti. A far da tramite per la consegna del denaro, secondo gli investigatori, sarebbe stato il funzionaro di Arpa Lombardia Giuseppe Rotondaro (che avrebbe preso 10mila euro da Locatelli). L’avvocato ha chiesto i domiciliari. La decisione ci sarà nei prossimi giorni. Discussi anche i ricorsi di Locatelli e Rotondaro. Il legale di Locatelli, oltre ad aver chiesto i domiciliari, ha sostenuto che Milano non è competente, in quanto la corruzione sarebbe stata realizzata in territorio bergamasco (l’accusa parla di denaro per Nicoli Cristiani consegnato a Rotondaro,  che avrebbe poi girato i soldi a Nicoli Cristiani a Milano; Rotondaro avrebbe invece preso 10mila euro in un secondo momento a Milano).

 

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