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Uno Stradivari del '700? Meglio i violini moderni Così una ricercatrice francese rivaluta gli strumenti contemporanei

violini

Non è vero che uno Stradivari sia migliore di un moderno violino. Quantomeno dal punto di vista della qualità del suono. Crolla un mito? A giudicare dall’esito di una ricerca condotta da Claudia Frtiz per l’università di Parigi sembrerebbe di sì. A dar conto dell’indagine, e a ‘rivalutare’ indirettamente i contemporanei maestri liutai, è il quotidiano Repubblica, che nell’edizione di oggi ha dedicato un ampio servizio alla ricerca. Ebbene, a quanto riporta il quotidiano, la ricercatrice francese ha condotto l’esperimento nel 2010, durante una competizione violinistica internazionale ad indianapolis. E’ stato chiesto, in particolare, a 21 musicisti di suonare sei diversi violini: tre di moderna produzione e tre ‘antichi’ Di questi ultimi, due sono stati realizzati nel 1700 da Antonio Stradivari; uno da Guarneri del Gesù nel 1740. “Il valore di mercato dei tre violini antichi – scrive Repubblica – era 10 milioni di dollari; quello dei tre moderni, circa 10mila dollari”.
Nel corso dell’esperimento, i violinisti hanno indossato occhiali che impedivano loro di vedere lo strumento imbracciato. Non solo: ciascun violino era imbevuto di profumo nel punto in cui il musicista appoggia il mento: in questo modo si è impedito che  l’aroma del legno rivelasse l’età dello strumento. Al termine dell’esame, ogni musicista ha dato un voto a ciascun violino.
E qui si è avuta la sorpresa: gli strumenti moderni hanno avuto decisamente la meglio e, ancor più sorprendentemente, il voto più basso in assoluto  andato ad uno dei due Stradivari.
“Non conta se un violino è vecchio o nuovo – ha dichiarato Claudia Fritz -, conta che sia un buon violino, e alcuni dei liutai di oggi producono strumenti di grande qualità”.
Suggestione o realtà? Una chiave di lettura interessante arriva da Kai-Thomas Roth, segretario della British Violin Making Association. “C’è un elemento di mito – dice – nella reputazione degli antichi violini. Il fatto è che un grande musicista, se non ottiene il suono desiderato da uno Stradivari, continua a suonarlo finché non è perfetto, mentre scarta subito un moderno violino, se non lo soddisfa”.
Di diverso avviso il celebre violinista Salvatore Accardo, interpellato da Repubblica. “È un’assurdità – ha detto il maestro a proposito dell’esito della ricerca -. Non c’è niente di meglio di uno Stradivari o di un Guarneri del Gesù. Non si provano i violini in questo modo. Bisogna provarli in sala da concerto e a giudicarli non deve essere chi suona, ma chi ascolta: non è il suono vicino all’orecchio che va giudicato. Il suono del violino deve correre, deve riempire la sala. Ci sono molti colleghi che non capiscono molto di liuteria e di strumenti. E ci sono strumenti antichi che suonano malissimo. Ma anche uno Stradivari non in ottime condizioni ha qualità sonore incredibili”.

 

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