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Servizio idrico, situazione caotica: l'unica via d'uscita è fermare le bocce e ripensare a un percorso condiviso

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Situazione ancora caotica sul fronte del servizio idrico. L’intenzione del presidente della Provincia è di procedere sulla via della società mista, ma il fronte del centrodestra è tutt’altro che compatto. Oltre ai Comuni di Soresina e Castelvisconti, che già in assemblea si sono detti apertamente contrari, resta la grossa incognita del Comune di Cremona. A quanto si apprende, l’assessore Francesco Bordi avrebbe già fatto sapere di non essere intenzionato ad avallare il progetto in sede di riunione del Cda dell’Ato. Cda che nei prossimi giorni tornerà appunto a riunirsi alla luce della delibera con la quale la giunta Salini il 22 dicembre ha di fatto confermato la scelta della società mista nono stante il pronunciamento di segno contrario del Consiglio provinciale.
A questo si aggiunge la recente comunicazione della Regione Lombardia, che non commissarierà l’Ato (che in quel caso sarebbe stato ‘consegnato’ al presidente Salini). E’ così che il quadro si complica ulteriormente, con il presidente della Provincia sempre più isolato. Nei prossimi giorni dovrebbero poi riunirsi i sindaci del centrodestra proprio per fare il punto. Non è ancora dato sapere se a quell’incontro sarà invitato o meno il presidente della Provincia.
In caso di ulteriore insistenza per la società mista, però, alcuni sindaci del cremonese si sono già detti favorevoli al ricorso al Tar per chiedere la cancellazione della delibera di giunta. Ultimo tassello è quello del Consiglio provinciale, che il 17 gennaio tornerà a riunirsi. In quella sede l’opposizione conta di presentare un ordine del giorno per chiedere l’annullamento della delibera di giunta del 22 dicembre e, al contempo, il rispetto delle linee d’indirizzo approvate all’unanimità dal Consiglio stesso il 21 dicembre. Linee d’indirizzo apertamente a sostegno della gestione pubblica (in house) del servizio idrico. Sull’ordine del giorno si sa che l’opposizione sta cercando il consenso della Lega cremasca, da sempre contraria alla linea di Salini, come dimostra anche il fatto che la delibera di giunta del 22 è stata approvata in assenza di due assessori leghisti di Crema (Soccini e schiavi). Dal punto di vista politico, l’insistenza sulla linea della società mista rischia di mettere seriamente in discussione la tenuta della maggioranza in amministrazione provinciale.
Questo dunque il quadro allo stato attuale. Un quadro che sembra suggerire una sola ragionevole via d’uscita: fermare le bocce e ricostruire da capo il percorso per l’affidamento della gestione del servizio idrico.

 

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