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Discarica di amianto, il Tar sui ricorsi: area già sequestrata

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Si attendono gli sviluppi dell’inchiesta penale, alla luce del sequestro già in atto sull’area di Cappella Cantone dove dovrebbe sorgere, secondo il progetto, la discarica di amianto. Questo in sostanza l’argomento che ha spinto il Tar di Brescia a ‘fermare’, questa mattina, il procedimento amministrativo dopo i ricorsi di Lameri Cereals e Comuni del Cise, presentati per ottenere la sospensione del decreto di Autorizzazione integrata ambientale rilasciato per l’impianto, dalla Regione, a fine settembre. Il Tar emetterà un’ordinanza come prassi. Questa mattina è stata comunicata la posizione: inutile, in poche parole, aggiungere un ulteriore provvedimento non essendoci possibilità di utilizzo dell’area. Il sito è finito sotto sequestro (ed è a rischio confisca) nell’inchiesta sulle presunte tangenti per l’autorizzazione. In arresto, tra gli altri, sono finiti l’imprenditore Pierluca Locatelli, l’ex vicepresidente del consiglio regionale lombardo Franco Nicoli Cristiano (che si è dimesso dopo essere finito in carcere) e il funzionario di Arpa Lombardia Giuseppe Rotondaro. Secondo l’accusa Nicoli Cristiani avrebbe preso da Locatelli (tramite Rotondaro) una mazzetta da 100mila euro (una seconda bustarella da 100mila euro sarebbe stata promessa da Locatelli). Rotondare avrebbe invece preso una tangente da 10mila euro.

“Dal momento che il sito è sotto sequestro, non può essere utilizzato, non può procurare danno a nessuno. Non abbiamo rinunciato. I ricorsi verranno discussi eventualmente se l’area dovesse essere dissequestrata”, ha spiegato l’avvocato Elia Di Matteo, che cura gli interessi della ditta di lavorazione di cereali Lameri di San Bassano. Il legale che segue invece il Cise è l’avvocato Elisa Chiara Bertini. Entrambi i ricorsi chiedevano, come detto, la sospensione del decreto di Autorizzazione integrata ambientale.

 

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