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Evasione delle tasse di Simona, per Bracchi anche Lazzarinetti sapeva, per il Pm no e chiede l'assoluzione

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Si avvia alla fine il processo presieduto dal giudice Clementina Forleo contro il commercialista cremonese Italo Bracchi e il suo ex socio di Adriano Lazzarinetti. I due sono accusati rispettivamente accusati di calunnia e appropriazione indebita (delle tasse di Simona Bracchi). Per Lazzarinetti il pm Francesco Messina ha già chiesto l’assoluzione, mentre per Bracchi ha chiesto la condanna ad una pena di due anni e sei mesi di reclusione per calunnia. E’ toccato all’avvocato Claudio Schiaffino, difensore di Bracchi, ribadire che “la Bracchi non sapeva di essere evasore totale”. “Lazzarinetti”, ha detto l’avvocato, “ha fatto di tutto per tenere nascosto a Bracchi quella che era la situazione di Simona, non c’era nessun accordo”, risultata evasore del fisco e della cassa forense per un totale di circa 500 mila euro, dal 1999 al 2004.  L’avvocato Schiaffino ha poi citato le testimonianze del notaio Giorgio Caimmi e dell’assicuratore Ciro Bonsanto, ai quali,secondo la difesa di Italo Bracchi, “Lazzarinetti aveva confessato di aver preso i soldi destinati a pagare le tasse di Simona”. Secondo il pm Francesco Messina, invece, “il professor Bracchi sapeva benissimo che sua figlia non pagava le tasse, ed era perfettamente consapevole di accusare Lazzarinetti pur sapendolo innocente”. Lazzarinetti ha sempre ammesso le sue colpe per il peculato, ma ha sempre negato di aver ricevuto soldi per le imposte. Per peculato, Italo Bracchi è già stato condannato in primo grado a 5 anni, mentre in appello la pena gli è stata ridotta a 4 anni e 6 mesi. Lazzarinetti, invece, sempre per peculato, ha patteggiato una pena di 4 anni e 8 mesi, di cui 3 condonati dall’indulto. Maestro e allievo (tanto infatti si dicevano) erano accusati di aver sottratto, dal 1995 al 2005, 2,5 milioni di euro da 20 procedure fallimentari, più un concordato preventivo e due liquidazioni coatte amministrative, confezionando anche falsi atti giudiziari. Per il reato di calunnia nei confronti di Lazzarinetti la moglie e la figlia di Bracchi sono già state condannate rispettivamente a 2 anni e a 2 anni e 8 mesi, sia in primo grado che in appello. L’ultima udienza è stata aggiornata al 16 febbraio.

 

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