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Smog, per Legambiente non bastano misure d'emergenza: "Chiudere del tutto il centro alle auto"

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Contro lo smog non bastano misure dettate dall’emergenza. Serve un piano di lunga durata. Ne è convinta Legambiente, che propone al Comune la sua ricetta: “chiudere effettivamente il centro storico alle auto e permettere a chi arriva a Cremona dalla periferia di lasciare l’auto fuori la città e non nei parcheggi di piazza Marconi o di Villa Glori”. A tale scopo, predisporre un servizio di trasporto pubblico locale “efficiente”, dotato di minibus a metano, e potenziare le ciclabili.
La sezione cremonese di Legambiente interviene prendendo spunto dagli “articoli apparsi sulla stampa locale sulle azioni promosse, dopo l’incontro con i sindaci di Cremona e Comuni limitrofi, per contenere lo smog in città e nella sua provincia”. “Ci siamo resi conto – scrive l’associazione – che le misure descritte sono legate all’emergenza (futura) e non a prevenire quello che si è ripetuto in cento e più giorni di superamento dei livelli di PM10 nel 2011 e anni passati”.
“Crediamo che si debba dare avvio ad un piano di lunga durata che punti alla riduzione effettiva dell’inquinamento atmosferico – prosegue Legambiente -. Nell’ultima lettera mettevamo in evidenza come le varie voci delle istituzioni locali erano stonate e di come nessuno dava volontà di risolvere la questione “smog-PM10”. Ora ci dicono che: vogliono bloccare il traffico veicolare dalle 8 alle 20 e solo dopo il 12° giorno di superamento dei livelli delle PM10 istituire targhe alterne dopo il 18 giorno. E… non capiamo l’utilità di bloccare prima tutto il traffico e poi dare il ‘la’ alle targhe: ma siamo ancora solo a questo?”.
“Apprezziamo lo sforzo che farà la polizia locale nell’intensificare i controlli sulle auto più inquinanti – incalza l’associazione – e che si chiederà di diminuire le temperature degli edifici pubblici e privati, che si aumenteranno i controlli sulle caldaie, ma tutto questo resterà come un azione legata sempre e solo  all’emergenza, o si pensa a un piano davvero funzionale?”.
Ecco quindi la proposta: perché, a titolo d’esempio, non “chiudere effettivamente il centro storico alle auto (vedi la grande zona pedonale di Crema), permettere a chi arriva a Cremona dalla periferia di lasciare l’auto fuori la città e non nei parcheggi di piazza Marconi (per altro sempre poco fruito) o di Villa Glori, far partire un TPL efficiente (mini-bus a metano) e ancora piste ciclabili sicure? Insomma provare a pensare e realizzare una mobilità diversa e sostenibile: solo così si riducono drasticamente i valori delle PM10 nelle nostre città. In attesa si può smaltirlo attivamente, ad esempio con cementi e vernici fotocatalitici, e con seri lavaggi delle strade”.
“Sindaco Perri Assessore Bordi – conclude con un appello l’associazione -, un po’ di coraggi: la salute dei cittadini dovrebbe essere La priorità”.

 

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