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Tribunale al collasso e inchiesta Tamoil ferma: sit in di protesta dei radicali

“Tribunale al collasso. Che fine farà l’inchiesta Tamoil?”, “L’inchiesta Tamoil è finita nel pallone”. E ancora: “Inchiesta Tamoil a rischio prescrizione. Scommettiamo?”. Con questi cartelli i radicali hanno tenuto, questa mattina, il loro presidio davanti alla sede del tribunale per protestare contro le lungaggini dell’inchiesta sull’inquinamento della raffineria.
Nel volantino diffuso in mattinata, il riassunto della vicenda, a partire dalle prime battute nel 2007, fino all’inchiesta. “A seguito dei controlli effettuati – si legge nel volantino – prende avvio la prima seria indagine giudiziaria che vede coinvolti alcuni dei principali amministratori della raffineria. L’inchiesta madre, di fatto chiusa ma non ancora messa a ruolo, vede indagati cinque dirigenti Tamoil per i reati di “inquinamento di acque” e “disastro doloso e pericolo d’esplosione”.
Il volantino prosegue facendo il punto della giustizia a Cremona: “Sono 12.019 i procedimenti penali pendenti presso la Procura di Cremona, mentre quelli pendenti presso il Tribunale sono 2.346, ai quali vanno aggiunti 1.573 procedimenti civili pendenti (dalla Relazione, anno 2011, del P.G. della Corte d’Appello di Brescia). Senza considerare la presenza, non più sostenibile, nella provincia di Cremona di una seconda circoscrizione giudiziaria, quella di Crema”.
Infine, l’iniziativa radicale: “dal 2008 al 2011 sono state ben sette le interrogazioni parlamentari presentate sul caso Tamoil dal deputato radicale Maurizio Turco. A queste vanno aggiunte una proposta di legge per l’accorpamento dei tribunali di Cremona e di Crema e un’interrogazione parlamentare sulla carenza di magistrati presso al Procura di Cremona”.

 

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