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Polveri sottili ancora oltre la soglia I sindaci rivedono il piano anti-smog: diversificare Cremona dai piccoli municipi

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Polveri sottili oltre la soglia per l’undicesimo giorno consecutivo. Le centraline cremonesi segnano tutte dati oltre i limiti. In via Fatebenfratelli la presenza delle polveri sottili è conteggiata per un valore di 91 microgrammi al metro cubo. Più basso il dato di Piazza Cadorna (83 microgrammi al metro cubo) e quello di via Gerre Borghi (64 microgrammi al metro cubo). L’ennesimo sforamento, nel giorno in cui i sindaci si sono riuniti a palazzo comunale per discutere del piano anti-smog. Presenti l’assessore Bordi e l’assessore Zanibelli, i sindaci di Bonemerse, Castelverde, Gadesco Pieve Delmona, Gerre De’ Caprioli, Malagnino, Persico Dosimo, Sesto ed Uniti e Spinadesco. Assente il primo cittadino di Castelvetro Piacentino. «Non era presente, ma si è detto soddisfatto dell’iniziativa – ha riferito l’assessore Bordi – Non so se sottoscriverà il piano perché il regolamento di riferimento è quello della regione Lombardia».
Una revisione del piano anti-smog è l’esigenza espressa dai sindaci coinvolti nella lotta contro l’inquinamento. La bozza redatta dieci giorni fa che prevedeva dopo dodici giorni di superamento dei limiti di legge (50 microgrammi) il divieto di circolazione per la domenica successiva, e dopo diciotto giorni la misura delle targhe alterne, verrà aggiustata secondo le richieste dei piccoli comuni della cintura. «I sindaci dei comuni coinvolti – ha detto Bordi – hanno fatto delle osservazioni valide. In base a queste, rivedremo la bozza che verrà spedita tra qualche giorno ai sindaci. Poi, ci sarà l’incontro in Prefettura».
Le misure da rivedere riguardano una maggior diversificazione dei provvedimenti tra il comune capoluogo e quelli limitrofi, soprattutto per quanto riguarda il blocco del traffico. Altro punto da rivisitare, l’incisività dei controlli su riscaldamenti, scarichi e caldaie. «Ben vengano queste riunioni – ha commentato Carmine Lazzarini, sindaco di Castelverde -. Abbiamo chiesto di aggiustare il tiro del piano rispetto alle esigenze e alle caratteristiche dei piccoli comuni. Poi, la richiesta avanzata da tutti è stata quella di provvedimenti più organici, a lunga scadenza che non mirino solo all’immediato, ma riguardino aspetti più ampi come il trasporto pubblico e la vigilanza sul rispetto delle norme».

 

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