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Sindacati cremonesi uniti contro i tagli al welfare: «La Regione garantisca per il 2012 almeno le stesse risorse del 2011»

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Le segreterie confederali cremonesi unite contro i tagli al welfare. Cgil, Cisl e Uil chiedono alla Regione Lombardia, attraverso le proprie segreterie regionali, di riconoscere priorità alle politiche sociali, garantendo per il 2012 almeno il mantenimento delle risorse previste per il 2011. Le segreterie confederali, inoltre, esprimono ai rappresentanti del Terzo settore e alle Amministrazioni Comunali, la necessità di agire in comune accordo «affinché la Regione Lombardia restituisca ai territori la possibilità di sostenere la ripresa e la possibilità di sviluppo, di quello delle persone e delle famiglie». Le segreterie si impegnano ad interloquire con altri soggetti del territorio, imprese, banche, fondazioni, affinché la programmazione degli interventi sociali sul territorio, diventi sempre più una responsabilità collettiva.
«In questi giorni e in queste ore – scrivono i sindacati – stiamo registrando concretamente nel territorio cremonese, gli effetti delle manovre del Governo 2011 e 2012 sullo stato sociale: mentre la situazione di crisi si aggrava ed aumenta la domanda di interventi sociali, i Fondi Sociali nazionali sono stati drasticamente ridimensionati (il Fondo Nazionale per le politiche sociali è passato dai 929 miliardi del 2008 ai 70 previsti per il 2012, mentre completamente azzerati risultano il Fondo servizi per l’infanzia e quello per la non autosufficienza). Le politiche regionali della Lombardia prevedono, nonostante gli incrementi registrati nell’ultimo decennio, un finanziamento alle politiche sociali insufficienti e inferiore a quello di altre regioni italiane. Di conseguenza le risorse economiche a disposizione dei Comuni, rispetto al sociale, risultano assolutamente insufficienti: i Comuni saranno costretti a tagliare i servizi oppure, se vorranno mantenere quelli in atto, ( a sostegno della disabilità piuttosto che della domiciliarità…), dovranno aumentare l’importo delle tariffe e/o delle tasse locali . Le famiglie dovranno ancora una volta sobbarcarsi del peso della cura degli anziani, dei bambini e dei disabili oltre che a sostenere i figli e i nipoti disoccupati o i familiari in cassa integrazione».
Insostenibilità della situazione e disponibilità ad un confronto con le amministrazioni locali sul tema. «Nessun atteggiamento remissivo da parte nostra – dichiarano Cgil, Cisl e Uil -. Il sindacato è consapevole delle difficoltà presenti ed è pronto a collaborare responsabilmente a questa fase per condividere anche nuovi modelli organizzativi e a supportare proposte. Con il Comune di Cremona e di Casalmaggiore si è già assunto l’impegno di recuperare risorse da una impegnata lotta all’evasione fiscale e all’elusione contributiva e si è convenuto che i fondi recuperati dovranno andare a vantaggio della spesa sociale e dell’occupazione giovanile. Ma a queste azioni ne vanno aggiunte altre nell’immediato».

 

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