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Rifondazione: "Cremona ha due problemi: troppi rifiuti e una politica assente"

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Sul tema rifiuti e differenziata, ecco un intervento del Circolo Rosa Luxemburg Cremona e del Partito della Rifondazione Comunista.

Lunedì sera al Monteverdi c’è stato un interessante dibattito organizzato dall’associazione Partecipolis sul tema dei rifiuti. I due relatori principali hanno illustrato con dovizia di dati e diagrammi i principi generali e i fondamenti che governano il ciclo dei rifiuti allargando lo sguardo su quanto succede in Europa per poi tornare a focalizzare la situazione della nostra Provincia e in modo particolare della città di Cremona.
Quello che è sembrato evidente è l’assoluta uniformità di Cremona (anche in controtendenza col dato nazionale) rispetto ai paesi più avanzati dell’Europa.
Ma questo non tragga in inganno, non è un dato positivo, anzi! Infatti se la produzione dei rifiuti pro capite in Italia (530 Kg annui) si assesta su valori medi rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea, la città di Cremona alza tristemente la media arrivando a toccare i 600 Kg annui, peggiorando anche il dato medio del territorio provinciale che è intorno ai 500 kg. Tutta questa mole di rifiuti dove va? A Cremona pochissimi sono i rifiuti che finiscono in discarica (5% circa), il resto è suddiviso più o meno a metà tra incenerimento e raccolta differenziata.
Ricapitoliamo:
– Cremona produce molti rifiuti (è più lontana dalla media nazionale che da quella dei paesi europei più sviluppati) e fa poco e niente per applicare politiche di riduzione e contenimento degli stessi.
– Cremona ha due linee di incenerimento dove brucia la metà dei suoi rifiuti e progetta di costruire un nuovo inceneritore per bruciare il legno.
– Cremona manda sempre meno rifiuti in discarica, come succede nei “paesi più puliti” e più pieni di inceneritori del nord Europa, ma sta costruendo una nuova discarica a Vescovato.
– Cremona ha la raccolta differenziata ormai “in assestamento” e non riesce a far decollare la raccolta dell’umido in tutta la città.
Una politica coerente col proprio mandato e attenta alla salute dei cittadini e delle future generazioni taglierebbe definitivamente col sistema discariche-inceneritori che obbliga ad avere grandi quantitativi di materiale di scarto per poter far lavorare alla massima potenza gli impianti, altrimenti gli alti investimenti e gli esorbitanti costi di gestione degli impianti stessi sarebbero ingiustificabili.
Una politica coerente col proprio mandato farebbe di tutto per spingere la raccolta differenziata a livelli altissimi, per separare l’umido e per fornirsi di impianti seri di riciclaggio.
Come è possibile che la politica dei rifiuti la decida LineaGroup che dovrebbe gestire il servizio guardando agli interessi della collettività e non alle proprie convenienze di bilancio e ai propri utili?
Come è possibile che l’assessore Bordi ammetta candidamente che non può attivare la raccolta dell’umido porta a porta in tutta la città perché LineaGroup ha deciso che è meglio per quest’anno investire fondi nell’acquisto di discariche in giro per l’Italia, nella costruzione di una nuova discarica alle porte della città e nel nuovo inceneritore del legno?
Cremona allora ha due grossi problemi: troppi rifiuti e una politica che non c’è, schiava del liberismo di LineaGroup alla quale, è bene ricordarlo, la quasi unanimità del Consiglio Comunale (un solo astenuto) ha conferito i “gioielli” di AEM.

Circolo Rosa Luxemburg Cremona
Partito della Rifondazione Comunista – FdS

 

 

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