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Ricordando don Pedretti, uomo di Chiesa fino all'ultimo

Don-Pedretti

Vogliamo ricordare don Carlo Perdetti come un sacerdote sempre presente nel suo confessionale, cosa ormai rara nel clero giovane, pronto ad ascoltare con pazienza e partecipazione i penitenti che lo sceglievano per il sacramento della riconciliazione.

Ogni volta che entravamo in S. Agata per partecipare a qualche celebrazione, don Carlo ci chiamava con un gesto della mano per uno scambio di idee su argomenti di attualità sia ecclesiali che politici: da buon giornalista lui era sempre attento agli avvenimenti del momento, anche se a volte troppo schierato per risultare obiettivo.

Lo conoscevamo da tanti anni, potremmo dire da una vita, avendolo avuto a scuola come insegnante di religione, successore a don Madesani, il famoso don Chilometro, tanto amato da noi allievi.

Poi le vicende della vita ci portarono ad essere suoi parrocchiani al Migliaro provenienti da S. Agata e ricordo come lui, senza porre inutili difficoltà, accettò che i figli continuassero a frequentare, sacramenti compresi, la parrocchia di città alla quale eravamo legati; ma non mancava mai l’appuntamento annuale per la benedizione della casa, occasione sempre di una lunga chiacchierata.

Tornati ad abitare sotto il campanile di S. Agata, dopo alcuni anni lo ritrovammo a celebrare nella nostra chiesa e, soprattutto, a confessare: anche in questo nuovo suo ruolo era rimasto personaggio a volte controverso, ma sempre con una presenza assolutamente non anonima.

Poi il crollo e il ricovero presso l’hospice delle Ancelle dove più volte l’abbiamo trovato sempre attento, assolutamente vigile e lucido, diremmo anche, fino ad un certo punto, ottimista e pronto ad essere prete anche in quella situazione: più volte si è prestato a distribuire il sacramento dell’estrema unzione ad ospiti morenti della clinica.

Ogni volta che ci siamo recati a trovarlo, ci sottoponeva ai suoi commenti sugli articoli di Cronaca di cui era diventato collaboratore ed attento lettore: pensiamo che della chiusura del giornale sia stato uno di quelli che maggiormente ne ha sofferto.

Sapevamo che negli ultimi giorni i medici l’avevano preparato alla fine prossima, ma per noi è stata una dolorosa sorpresa l’apprendere che alle undici di questo venerdì 17 febbraio, don Carlo Perdetti è morto.

Giorgio Bonali

Il funerale di don Pedretti è previsto per lunedi 20 alle ore 10,45 nella chiesa di S.Agata.

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Commenti
  • uomo dalla scrittura raffinatissima.

  • CIAO…PRETE D’UN DON CARLO!

    Con un grande abbraccio ideale ed una forte stretta di mano sei stato un indimenticato esempio per me. Mio primo assistente ecclesiale, vicario parrocchiale in quel di Sant’Agostino, mio integerrimo insegnante di religione (ahh l’insegnamento della religione nelle scuole!!!) nell’allora Istituto Superiore a maturità tecnica, mio confessore, mio riferimento quale testimone di gloriose gesta di quegli ardimentosi giovani cattolici che tu hai sempre voluto additare come “esempi di vita ben spesa” e prematuramente caduti per l’amor della Patria libera, mio prezioso suggeritore, al tempo stesso rigoroso censore in talune scomposte invettive, per lo più vergate, contro qualcosa piuttosto che qualcuno. Ciao don Carlo, mi mancherai, mi mancherà soprattutto il tuo prezioso riferimento di prete saggio. Pazienza. Ne son rimasti ben pochi di posti di combattimento e di gloria “appresso” a noi!