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Nicoli respinge accuse: "Quei 100mila euro erano soldi miei"

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– Sopra, Nicoli Cristiani e Locatelli

Franco Nicoli Cristiani, ex vicepresidente del consiglio regionale lombardo, è stato interrogato per quattro ore oggi dal sostituto procuratore di Milano Paolo Filippini. Il politico, accusato di aver preso una mazzetta da 100mila euro dall’imprenditore Pierluca Locatelli per l’ottenimento dell’autorizzazione legata al progetto della discarica di amianto a Cappella Cantone, secondo quanto trapelato, ha respinto le accuse e affermato che i 100mila euro trovati nella sua abitazione il giorno dell’arresto erano suoi e di provenienza lecita. Il taglio non corrisponde a quello descritto da Locatelli, che aveva raccontato ai giudici di aver pagato e di aver promesso altri 100mila euro. L’interrogatorio di Nicoli Cristiani, cominciato alle 10,30, è stato secretato. Gli investigatori puntano a verificare l’origine di quei 100mila euro.

 

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