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Cremo contro sentenza del Tnas. Allo Zini panolada di protesta

Cremonese

– FOTO FRANCESCO SESSA

A poche ore dalla gara tra la Cremonese e la capolista Trapani, in programma questa sera alla Zini con diretta su Raisport, match caratterizzato dalla panolada dei tifosi di casa, ossia lo sventolio di fazzoletti bianchi per protestare contro la decisione del Tnas (che ha respinto il ricorso e confermato il -6 in classifica) la società prende ancora una volta, e in maniera ancor più netta, posizione contro la penalizzazione. Questa mattina conferenza stampa al centro sportivo grigiorosso. La Cremonese intende affrontare un’azione di revocazione rispetto al dispositivo del Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport, per presentarsi davanti a un nuovo giudice sportivo. Lo ha annunciato il presidente Giovanni Arvedi e lo ha spiegato nel dettaglio l’avvocato Salvatore Pino, con la speranza che si arrivi a una svolta entro la fine della stagione in corso. I nodi, in parole semplici, sono due. Uno di questi è l’assenza di sospetti su Marco Paoloni per la vicenda del Minias al momento del trasferimento in prestito al Benevento a gennaio 2011. Il Tnas nella sentenza afferma che la società era già ampiamente al corrente dello status di sospettato di Paoloni anche alla luce del colloquio tra il dg Sandro Turotti e Massimo Erodiani; un incontro questo, avvenuto però solo nel maggio successivo. L’altro punto è la mancata denuncia alla procura federale in virtù dell’assenza di sospetti sui giocatori per l’intossicazione da Minias e del divieto arrivato dagli investigatori di parlare dell’indagine con qualsiasi soggetto o ente. Il Tnas sostiene che la società aveva il dovere di informare la procura federale; l’Us Cremonese ribatte affermando anche al momento della denuncia alla polizia, il 10 dicembre 2010, la società non sapeva chi fosse stato l’autore dell’avvelenamento, mai poteva pensare ai suoi giocatori ed era logico ipotizzare il coinvolgimento di persone esterne, pertanto il caso era di competenza della procura di Cremona. Inoltre il possibile ruolo di Paoloni era successivamente emerso solo nell’incontro tra Turotti e il signor Massimo (che poi si è scoperto essere Erodiani, successivamente indagato e finito nell’inchiesta); ma in forza, come detto, del segreto istruttorio, alla società era stato vietato di parlarne con altri (ci ha pensato comunque la procura di Cremona, qualche giorno dopo, ad avvertire la procura federale). Il presidente Arvedi ha ribadito stamattina la condotta regolare della società, parlando di scelte inaccettabili della giustizia sportiva e sottolineando che i grigiorossi stanno pagando senza avere colpe. Il Cavaliere si è detto pronto a dimettersi dalla presidenza se l’ingiustizia sarà confermata. Presente davanti ai giornalisti anche il sindaco di Cremona Oreste Perri, che ha sostenuto Arvedi e ha evidenziato il suo impegno per la Cremonese e per la città.

 

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