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Il ruolo dei militari nel Risorgimento: la ricostruzione storica di Gian Carlo Corada

“Ruolo dei militari nel Risorgimento” tale era il titolo della Conferenza organizzata per il tardo pomeriggio di oggi dall’Unione Ufficiali in Congedo di Cremona.
L’evento é avvenuto presso il Salone della Società Filodrammatica, il cui presidente, Giorgio Mantovani, tra l’altro socio dell’ununci, ha rivolto ai numerosi convenuti un caloroso ospitale benvenuto.
La conferenza é stata aperta dall’introduzione del Capitano Antonio di Mora, presidente del sodalizio, che ha inquadrato l’evento nello sforzo di divulgazione dell’appena concluso 150° dell’Unità d’Italia. Ha, quindi, preso la parola il relatore ufficiale Prof. Giancarlo Corada, docente del cittadino liceo ed indimenticato amministratore locale. Corada ha, preliminarmente rilevato che la storiografia militare é tradizionalmente poco frequentata; anche in occasione delle celebrazioni dell’unità nazionale.
All’inizio dell’800 in Europa si fronteggiavano due modelli di organizzazione militare: quello francese “di qualità” e quello prussiano “di quantità”. Le differenze tra i due modelli erano sostanziali. In quanto il primo era sostanzialmente un esercito professionalizzato a ferma lunga. Mentre il secondo può essere definito un esercito di massa in cui il popolo veniva chiamato a svolgere un dovere civile.
Entrambi erano contraddistinti da una comune prevalenza del compito di difesa dell’ordine interno costituito. Che era prioritario rispetto a quello di difesa ed offesa verso l’esterno.
Il Prof. Corada é poi passato ad una molto apprezzata rivisitazione dellempià significative tappe della storia dell’esercito nazionale, a partire dell’unificazione nazionale.

 

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