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"Gli occhi della guerra" raccontati dall'inviato Fausto Biloslavo

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La conferenza ed il profilo del relatore potrebbero prendere spunto dal titolo di uno dei suoi lavori più conosciuti e più intriganti: “Gli occhi della guerra”.
Si tratta dell’inviato Fausto Biloslavo, illustre ospite approdato, in una significativa cornice di pubblico nel Salone del Circolo Filo, ad una delle frequenti iniziative organizzate dall’Unione Nazionali Ufficiali in Congedo, presieduta dal col. Di Mora.
Biloslavo, che nella sua esposizione si avvalso di un interessantissimo supporto di immagini, é nato a Trieste nel 1961 ed ha iniziato l’impegnativa carriera di reporter a 21 anni. Fu la crisi del Libano di quell’anno a tenerlo a battesimo; lì riuscì ad immortalare la fuga del leader palestinese Arafat. Non si sarebbe più fermato: 1987 a Kabul, dove sarebbe stato prigioniero per sette mesi, Afghanistan dove rimedierà uno spaventoso investimento da un mezzo militare.
Ridotto su una sedia a rotelle, avrebbe affrontato il Ruanda, i Balcani, l’Iraq, Gaza, la Libia. Attualmente scrive per il Giornale, il Foglio, Panorama.
Nel suo palmares di autore eccellente “Prigioniero in Afghanistan” del 1989, “Le lacrime di Allah” del 2002, “Gli occhi della Guerra” del 2007.
Li ha raccontati tutti ad un pubblico molto interessato, che, aderendo all’invito dell’UNUCI, ha avuto la fortuna di incontrare uno degli inviati di guerra più autorevoli ed impegnati.

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