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Il ponte in ferro è malato Una relazione tecnica preoccupante Il divieto ai mezzi pesanti diventerà permanente?

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Lo stop ai mezzi pesanti sul ponte di Po tra Cremona e la sponda piacentina è quasi certamente definitivo. Lo confermerebbe la perizia tecnica elaborata dall’ingegnere capo della Provincia di Piacenza, giunta in queste ore negli uffici della Provincia e del Comune di Cremona. La relazione, una cinquantina di pagine con diagrammi e risultati di prove da carico, di analisi dei campioni prelevati in più punti sulla struttura, è all’esame degli uffici cremonesi ma la sensazione, anche dopo un vertice tecnico tra le amministrazioni locali tenutosi giovedì scorso, è che lo stop sia definitivo. Dalla relazione emergerebbero problemi di elasticità della secolare struttura insieme alla necessità di interventi costosissimi per rinforzare le pile del ponte: con il grave stato delle finanze locali, la provincia di Piacenza – responsabile della struttura – non è in grado di provvedervi. Mentre la realizzazione del cosiddetto “terzo ponte” continua a slittare nel tempo, le amministrazioni di Cremona e Provincia si sono incontrate per verificare possibili alternative al transito dei mezzi pesanti sul fiume. Pare sia definitivamente da escludere la possibilità di liberalizzare (cioè senza ticket) il traffico dei mezzi pesanti dal casello  autostradale di Castelvetro a quello di Cremona-San Felice per problemi tecnici e legali. L’amministrazione di Piacenza pare stia sondando l’Amministrazione comunale di Castelnuovo Bocca d’Adda per consentire il traffico dei mezzi pesanti sul ponte di Po che parte dal paese, per poi ripiegare sulla sponda cremonese su Crotta d’Adda-via Milano-tangenziale. L’ipotesi però pare difficilmente percorribile in quanto l’accesso al ponte dal paese di Castelnuovo porterebbe il traffico pesante direttamente tra le case.

Un’altra questione sul tappeto durante la riunione di giovedì è stata quella dei controlli sui mezzi che passano sul ponte di Po a Cremona. La Polizia provinciale piacentina, durante la giornata fa controlli accurati sul transito, la stessa cosa avviene da parte dei vigili urbani sulla sponda cremonese. I problemi sorgono sui controlli notturni, difficili da effettuare. Un altro problema che si sta affrontando è quello della “pesatura” dei mezzi. Il divieto di transito è per mezzi di peso effettivo superiore alle 20 tonnellate. Ma in caso di contestazione  la polizia non dispone in zona di una pesa pubblica per le verifiche e non è possibile costringere il camionista a perdere tanto tempo per ricercare la possibilità di una pesatura certificata. Cosa fare? Dal vertice cremonese-piacentino per ora non è arrivata nessuna soluzione.

 

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Commenti
  • sandra

    La forza dell’ evidenza…