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Caro Monti, i partiti vogliono poltrone

La luna di miele dei primi cento giorni del Governo di salvezza nazionale è finita. I sostenitori del Professore sono in sofferenza. Sbuffano. L’euforia di tipo alcolico che abbiamo registrato dopo la partenza del Cavaliere si è trasformata in depressione. Il teatrino della Politica è tornato quello di prima. Ad un mese dalle Amministrative di maggio (1.022 comuni interessati) riaffiorano i vecchi bla-bla, le vecchie piroette, gli untuosi tatticismi, i soliti appetiti. E la gente è incavolata nera: troppe tasse sul groppone – le più alte d’Europa – e persino pagarle è un problema visto che nessuno sa come calcolare, ad esempio, la nuova imposta sulla casa. Sarà una Pasqua con la benzina alle stelle ed il 60% del costo di un pieno va allo Stato; stiamo ancora pagando la guerra in Abissinia quando le sciantose entravano in scena avvolte nel tricolore e cantavano “Tripoli bel suol d’amore/ti giunga dolce questa mia canzon”. Era il 1935, l’Italia sognava l’Impero, furoreggiava il canzoniere littorio (“Se l’abissino è nero/ gli cambierem colore/a colpi di legnate/ poi gli verrà il pallore”). Preistoria. Cose di 77 anni fa. Ma la vecchia accise del ’35 non molla. Un litro di carburante è salito del 18% in un anno, il greggio invece è salito solo del 4%. Domanda: chi ciurla nel manico? Seconda domanda: c’era bisogno dei “Bocconiani” per tartassarci un’altra volta con la benzina?

Il premier Monti torna dall’Asia acciaccato e con qualche gaffe di troppo (“sono meglio le tasse rozze che diventare la Grecia”). Ad Atene non hanno gradito. Il trio domestico ABC (Alfano, Bersani, Casini) sostiene che “il Prof ha meno difetti di una moglie”; battuta greve, uscita dal forum agricolo di Taormina. Insomma una zappata sui rigorosi e sobri zebedei. Ma intanto i sondaggi parlano di un crollo del professore passato dal 64% al 41%. Recita Angelino, stratega Pdl da nove mesi: ”La Fiom condiziona la Cgil che trascina il Pd, che blocca il governo Monti. Dunque Monti rischia di vedere frenate le sue scelte dalla Fiom. Non possiamo accettarlo”. Bersani ha una lettura opposta: ”Non credo che Monti sia la Thatcher, come ha scritto qualche giornale straniero. Deve sapere che porterà a casa la sua riforma, ma che in Parlamento sarà modificata. E’ la democrazia”. Casini smussa, sta al balcone, ammicca. Per uno che è in politica da oltre trent’anni, che è stato allievo di Forlani – “Il grande saponificatore” (Scalfari),”L’onorevole Dopodilei” (Montanelli”) , “Coniglio mannaro” (Piazzesi) – per uno che è andato persino a commuoversi sulla tomba di Bettino ad Hammamet (gennaio 2003) dicendo, sotto gli occhi di Bobo, che “Craxi fu anticomunista quando non era facile esserlo”, ecco per un Pierfurby così la melassa di questi giorni è musica, è poesia. Come diceva D’Annunzio”il verso è tutto”. Amen.

Per carità, i bocconiani saranno anche maestri e professori ma quest’anno il Pil non crescerà come hanno certificato a Cernobbio, 12mila imprese hanno portato i libri in tribunale e 50mila aziende agricole hanno chiuso. Centomila posti di lavoro si sono volatilizzati in un anno. Restano, saldi, i posti d’oro della Casta. Entro giugno ci sono da fare decine di nomine, Rai e Finmeccanica in testa. Il piatto è ricco e i partiti sono scatenati. La madre di tutte le nomine è quella del direttore generale della Rai. Soldoni a pioggia. Altrochè scontro sul lavoro, legge elettorale, giustizia, voto di maggio. Caro Monti i partiti vogliono poltrone. Professore, occhio al Sottobosco. I guai cominciano da lì.

Enrico Pirondini

 

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