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Quando uno Stradivari fa innamorare: Liù Pelliciari suona il "Joachim-Ma"

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Si narra che il diciottenne Joseph Joachim, tra i massimi solisti dell’Ottocento, avesse provato un violino di Antonio Stradivari e se ne fosse subito innamorato. Lo acquistò e lo suonò per oltre quarant’anni, rendendolo così uno degli strumenti più celebri della storia della musica. La magia dell’incontro tra quel prezioso Stradivari, oggi non a caso noto con il nome di “Joachim-Ma”, ed una fulgida promessa del concertismo internazionale, la giovanissima Liù Pelliciari, si rinnoverà domenica 8 aprile, alle 11 nella sala San Domenico del Museo Civico di Cremona.

Già premiata in importanti concorsi, l’interprete reggiana proporrà, accompagnata da Maria Grazia Bellocchio, un’ampia ricognizione del repertorio per violino e pianoforte tra Settecento e Novecento. La Sonata in do maggiore kv 296 di Mozart è brillante, ricca sonora. Il carattere lineare degli spunti tematici e melodici, sottolineato anche da un gioco barocchizzante di alternanze tra “piano” e “forte”, esalta la trama di sottile emotività sentimentale.

Assai più vividi i colori musicali della Suite Italienne. Igor Stravinskij, nella pienezza del suo periodo neoclassico, celebra figure e forme del melodramma italiano. Il brano, originariamente un balletto poi ridotto per violino e pianoforte, elabora spunti tematici di Pergolesi e autori a lui contemporanei. Eppure, le pungenti dissonanze disseminate qua e là, gli accompagnamenti ripetitivi che sembrano come inceppati danno a questi brani un sapore molto novecentesco, quasi cubista.

Pagina breve e concisa, ma comunque brillante e piacevole, di grande impegno tecnico, Valse-Scherzo Op. 34 è, infine, un sintetico compendio della cifra compositiva di Pëtr Il’ič Čajkovskij, poiché il musicista, per usare una espressione che coniò egli stesso, “affonda le mani” nel magma delle emozioni in tutte le sfumature più sottili per restituirle all’ascolto languide, opalescenti, intime e melanconiche.

Un programma tanto ricco di situazioni musicali palpitanti, ancorché molto differenti, è perfetto per  esaltare l’indubbia classe interpretativa di Liù Pelliciari che potrà sublimare il suo talento anche grazie alla straordinaria presenza timbrica del violino “Joachim – Ma”, del 1714. Semmai esista davvero un “segreto” di Stradivari è, infatti, da cercare proprio nei suoi capolavori dei primi decenni del Settecento, probabilmente tra i migliori strumenti mai realizzati. Il liutaio, ormai affermato, poteva all’epoca scegliere i materiali più pregiati: il legno è eccellente, i fondi sono di ottimo taglio, le tavole hanno venatura regolare. Probabilmente in questo periodo perfeziona l’alchimia di una vernice caratterizzata da luminosità trasparente dai riflessi intensi e caldi su una base dai toni aurorali. La qualità artigianale è superlativa; i fori armonici sono perfetti ed il riccio è intagliato con sicura maestria.

Lo strumento, che sarà presentato dal maestro Fausto Cacciatori, appartenente agli eredi del violinista Si-Hon Ma, è esposto in maniera permanente al Museo Civico nell’ambito del progetto “friends of Stradivari”, il network internazionale promosso dalla Fondazione Stradivari tra quanti suonino, collezionino, studino o semplicemente amino i grandi capolavori dei grandi liutai cremonesi del passato.

Il concerto è promosso da Comune di Cremona, Cremonabooks e Fondazione Stradivari.

 

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