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In migliaia alla processione della Sacra Spina tra fede e suggestione delle immagini d'arte

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– foto Francesco Sessa

“Una compassione che lo ha spinto a dare tutto, persino a caricarsi dei peccati degli altri e a sentire la lontananza dal Padre”. Il vescovo Lafranconi ha tratteggiato così l’atteggiamento di Cristo quando, decidendo di compiere il disegno di Dio fino in fondo, salì sulla croce tra gli insulti della folla. Alle parole di irrisione egli oppose espressioni di perdono, addirittura cercando delle scusanti per un comportamento a dir poco bestiale dei suoi aguzzini. E sull’esempio di Cristo anche i suoi discepoli devono imparare a caricarsi dei peccati degli altri, a perdonare, a sopportare pazientemente il male. Infine un accenno alla perdita del senso del peccato che come conseguenza ha la dimenticanza dell’ampiezza della misericordia del Padre.  L’occasione per queste importanti riflessioni è stata la processione della Sacra Spina, celebrata venerdì 6 aprile, nel centro storico di Cremona. Un evento di fede che quest’anno ha richiamato migliaia di persone: una lunga fila di fedeli ha ascoltato le meditazioni sulle sette parole di Cristo in croce accompagnate da alcune immagini artistiche proiettate su alcuni palazzi lungo il percorso. Al termine mons. Lafranconi ha benedetto i fedeli con la reliquia  che secondo la tradizione faceva parte della corona di spine con cui Cristo fu proclamato re dai soldati romani: un dono dell’unico papa cremonese – Gregorio XIV – alla Cattedrale. In rappresentanza dell’amministrazione comunale ha partecipato al sacro rito l’assessore alle politiche giovanili Jane Alquati, mentre per la provincia era presente l’assessore alla cultura Chiara Capelletti.

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