Ambiente
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L'assurda cava d'argilla nel Pianalto diventa un caso nazionale

Alla vigilia della discussione che martedì impegnerà il consiglio regionale sul tema della revisione del Piano cave della Provincia di Cremona, anche la stampa nazionale dà ampio risalto alla vicenda del giacimento d’argilla nel Pianalto della Melotta. Ad occuparsene è il Corriere della Sera con un articolo firmato da Paola D’Amico dal titolo inequivocabile: “E il sito protetto rischia di diventare una cava d’argilla”.

STORIA MILLENNARIA

La giornalista ricorda come dal 2000 l’Unione Europea abbia inserito il Pianalto della Melotta fra i siti di importanza comunitaria (Sic) e che il primo a metterlo in relazione con eventi sismici che interessarono la nostra regione, circa 400mila anni fa, nel Pleistocene, fu il geologo ed esploratore Ardito Desio nel 1965.

DANNO AMBIENTALE

Anche il Corriere della Sera, riferendosi alla previsione di un giacimento d’argilla di quasi 3 milioni di metri cubi pronto a diventare nel prossimo futuro un polo estrattivo, parla di Provincia di Cremona e consiglieri regionali che “hanno spalancato le porte ad un piccolo ma significativo disastro ambientale” in cambio, e il riferimento è alle amministrazioni locali di Ticengo, Soncino e Casaletto di Sopra, di “due piste ciclabili e una rotonda”.

ALLONI PROMETTE BATTAGLIA

Chi ha tutta l’intenzione di voler dar battaglia in consiglio regionale è Agostino Alloni, che ha già anticipato di voler far leva sulla coscienza dei suoi colleghi. Ma l’impresa appare ardua, anche perché in molti la pensano come il relatore della commissione regionale Frosio (Lega Nord) che, come riporta il Corriere della Sera, si è domandato: “Che sarà mai grattare via tre metri dalla sommità del Pianalto?”.

PRONTI I RICORSI

Ad ogni modo, se anche il consiglio regionale adotterà la revisione al Piano Cave in scadenza nel 2013 senza lo stralcio del giacimento d’argilla, i movimenti ambientalisti hanno già espresso l’intenzione di ricorrere a Bruxelles o alla Procura della Repubblica.

 

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