Cronaca

La popolazione cremonese aumenta ma si alza l'età media, meno nascite e più migranti

La provincia di Cremona mostra una crescita demografica, ma preoccupa l'invecchiamento e il basso numero di nati, con un aumento dei figli di stranieri

Piazza del comune a Cremona
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Tra il 1° gennaio 2026 e lo stesso giorno del 2025 aumenta di un migliaio di persone la popolazione residente nella provincia di Cremona che viene stimata dall’Istat in 355.134 mila abitanti, 1.221 in più rispetto all’anno precedente, pari al +0,3%. Un saldo annuale positivo, che segna un timido recupero della popolazione che, tuttavia, rimane inferiore al dato del 2019, quando i cremonesi risultarono 356.150.

In altri termini, nonostante il timido recupero degli ultimi anni, al 1° gennaio 2026 – in realtà il dato è quello fissato al 31 dicembre 2025 – i cremonesi sono 1.016 in meno rispetto al 2019, pari al -0,3%.

Questo è quanto emerge dal confronto dei dati appena diffusi dall’Istat che evidenzia una criticità per la provincia di Cremona, considerando che, tra il 2019 e il 2025, la popolazione della Lombardia cresce di 54.861 abitanti, pari al +0,5.%.

Rimane basso il numero dei nati in provincia di Cremona che, nel 2025, è di soli 2.208 bambini, ancora 19 in meno rispetto all’anno precedente, ossia solo 6,2 nati per ogni mille abitanti.

Poi, per dirla tutta, dei 2.208 bambini nati in Provincia nel 2025, ben 604, oltre uno su quattro, sono figli di genitori che sono cittadini stranieri. I figli dei migranti sono il 27,3% del totale, con un’incidenza che è doppia rispetto a quella della popolazione straniera sul totale provinciale, che, al 1°gennaio 2026, si fissa al 13%.

La maggior parte delle nascite si registra, ovviamente, nei comuni maggiori, con Cremona in primo piano con 443 nati nell’anno 2025, dei quali 142, quasi uno su tre (32,1%) sono di origine straniera.

Cremona è una provincia sempre più vecchia con una media di 223,4 anziani per ogni 100 ragazzi. Questo è quanto ci racconta l’indice di vecchiaia che misura il rapporto, espresso come percentuale, tra la popolazione anziana (65 anni e oltre) e la popolazione giovanile (0-14 anni), ossia ci indica quanti anziani ci sono per ogni 100 giovani. Basta considerare che, nel 2014, l’indice di vecchiaia per la provincia di Cremona era pari a 170 anziani per ogni 100 giovani.

L’indice di vecchiaia della provincia di Cremona (223,4 anziani per ogni 100 giovani) supera nettamente quello medio regionale che, pur in crescita costante, al 1° gennaio 2026, è pari a 203. Insomma, sempre più anziani e sempre meno giovani. Ma, se questa osservazione appare quasi banale, sono i numeri di queste trasformazioni a destare stupore.

Nel 2014 gli anziani over 65 costituivano il 22,8% della popolazione, a fronte del 13,3% di under 15 e del 63,9% di popolazione con da 15 a 64 anni. Al 1° gennaio 2026, gli anziani over 65 costituiscono il 25,8% della popolazione, oltre un quarto del totale, a fronte del 11,5 % di under 15 e del 62,7 % di popolazione con da 15 a 64 anni.

La provincia di Cremona, del resto, presenta indicatori demografici strutturali sempre tra i più elevati nelle province lombarde e sempre relativamente peggiori rispetto al dato medio regionale. L’età media della popolazione cremonese è di 47,4 anni, quasi uno in più rispetto ai 46,6 della media regionale. Risulta invece di un anno inferiore alla media lombarda la speranza di vita alla nascita arrivata a 83,5 anni in provincia, rispetto agli 84,3 della Lombardia, con una differenza di genere tra le donne (85,3 anni) e gli uomini, che si fermano a 81,8 anni.

Aumenta ancora la presenza di cittadini stranieri che, in provincia di Cremona al 1° gennaio 2026 risultano 46.106, 1.323 in più rispetto ad un anno prima e oltre 5 mila oltre il dato del 2019 (41.067).

Di per sé l’aumento di 5.039 stranieri, pari al +12,3%, non sarebbe un dato rilevante ma si registra mentre, nel complesso, la popolazione provinciale, come osservato, tra il 2019 e il 2026, si riduce di 1.016 residenti. In breve, la Provincia perde poco più di un migliaio di residenti ma, nello stesso tempo, aumenta di oltre 5 mila unità la presenza dei migranti.

In altri termini i cittadini stranieri contribuiscono alla sostanziale tenuta della popolazione provinciale e aumentano la loro incidenza sul totale provinciale, passando dall’11,5% del 2019 al 13% nel 2026.

Elio Montanari

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