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"Difendete la libertà e la pace" Torna un 25 aprile partecipato In piazza tanta gente e fischi alle autorità

http://www.youtube.com/watch?v=LPHnj4ftAOw

foto Francesco Sessa – immagini Greta Filippini

Un corteo partecipatissimo quello del 25 aprile in occasione della Festa della Liberazione. Oltre mille persone, dopo la messa celebrata al cimitero, hanno sfilato da San Luca a Piazza Duomo, preceduti dal complesso bandistico ‘Città di Cremona’ e dalle autorità (il presidente Salini, l’assessore Amore per il Comune, gli assessore Bordi e Demicheli, l’assessore regionale Gianni Rossoni, il deputato Luciano Pizzetti, il prefetto Tancredi Bruno di Clarafond e il questore Antonio Bufano). Molti i cremonesi e i passanti che si sono fermati a guardare il lungo corteo, costretto a passare nella stretta via Solferino e a radunarsi davanti al palco tra le bancarelle del mercato.
In piazza del Comune dopo l’esecuzione di ‘Bella ciao’, ha preso la parola Martina Stanga, presidente della Consulta degli studenti, citando un discorso pronunciato da Pietro Calamandrei nel 1955 ad un gruppo di studenti universitari. “Dobbiamo guardare noi stessi e vederci una parte della responsabilità dei nostri mali – ha continuato Martina -. Dobbiamo rifiutare di sentirci dire che la politica è un lavoro per specialisti, non dobbiamo permettere che sia sempre qualcun altro a decidere per il nostro presente e il nostro futuro”.
“Questo – ha continuato Tullio Montagna, presidente A.N.P.I. Lombardia (Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia) – è un giorno di ringraziamento a tutti coloro che in un modo o nell’altro hanno fatto la Resistenza. Non solo i partigiani, ma anche le donne e quelli che hanno disertato la Repubblica di Salò”.
Prima del discorso del presidente Salini e del sindaco Perri alcuni ragazzi hanno srotolato ai piedi del palco un lungo striscione con scritto “Contro via Protti, contro gli spazi fascisti. Ora e sempre resistenza”. Poi, fischi e contestazioni durante gli interventi. “Resistenza, liberazione e costituzione sono i tre pilastri della storia d’Italia – ha detto Salini -. Dobbiamo cercare di non dividere questi tre pilastri per non rischiare di veder crollare ciò che abbiamo di più caro, la nostra libertà”.
“A nome di tutti i cremonesi – ha detto il sindaco dal palco – esprimo profonda riconoscenza che diventa profondo amore per chi ha lottato (partigiani, militari, donne, uomini, giovani, vecchi) per la libertà. Custodiamo la democrazia nata da questo sforzo immane, una democrazia migliorabile, imperfetta, ma che è la migliore forma di governo che abbiamo, perché è basata su una politica del rispetto, del rispetto di tutti i cittadini”. E poi, alzando la voce e cercando di coprire fischi e contestazioni: “Ascoltate questa frase, vi prego! – ha detto Perri – E’ la testimonianza tratta dalle memorie di prigionia di un alpino deportato a Dachau: “Raccomando a voi giovani che avete ereditato quell’immenso dono che è la libertà e la pace, avete l’onore e il dovere di difenderla. Qualche volta pensate a chi ha dato la propria giovane vita per il vostro benessere”.
La cerimonia si è conclusa sotto i portici del Comune con la deposizione delle corone d’alloro alle lapidi dei Caduti per la Libertà e delle Medaglie d’Oro al C.V.L. (Corpo Volontari della Libertà). Nella Sala dei Quadri del Palazzo Comunale, infine, il tradizionale ricevimento dei familiari dei caduti per la libertà e l’assegnazione delle borse di studio.

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Commenti
  • roberto

    Bel servizio.
    La tristezza è dovuta alla constatazione che libertà per qualcuno ha un solo colore ed il rispetto per la persona umana è una condizione non necessaria.
    Che dopo sessanta sette anni non si possa descrivere la vera storia del nostro paese e si debba continuamente con una retorica fastidiosa atteggiarsi in un solo modo per accontentare la “piazza rossa” è davvero una mancanza di rispetto per che ha dato la propria vita per la libertà della nostra nazione.
    La libertà non ha colore politico così come non hanno colore politico gli eccidi commessi dalle parti in causa neri rossi o bianchi che furono.
    Credo che senza una lettura storica serena ed aperta al perdono, il nostro non sarà mai un paese.

    • checca.

      …se cosi’ fosse saremmo troppo evoluti…restiamo speranzosi.

    • mario

      se vincevano i neri( come di ci tu) tu non saresti qui a scrivere !

  • Giovanni Baldesio

    Le parole non contano, contano i fatti.
    Parlare di liberta’ e democrazia nel contesto documentato dal video, e non solo questo, ne girano altri anche peggio, e visto di persona perde di significato di fronte ai fatti: una cagnara. I piu’ composti sono i quattrozampe che senza educazione politica sanno quando abbaiare e quando starsene zitti ad ascoltare: La voce del Padrone, comunque. Questi paladini della democrazia dovrebbero spiegare perche’ un rappresentante del popolo e’ eletto democraticamente solo se e’ a loro gradito. Gli altri sono da zittire prima che parlino, stran democrazia, stran liberta’. e non spiegatelo a me, io nella demoscrazia non credo: se un popolo elegge Salini, per fare un nome, e’ un popolo coglione come se eleggesse Pizzetti o avesse eletto Corada. a me andrebbe spiegato perche’ per essere antifascisti bisogna fare un simile casino, inutili bandiere, i tricolori con le pieghe di un lungo deposito in un cassetto o, peggio, in magazzino cinese, le altre bandiere, multicolori che sembra la gita a Venezia, di quelle che si organizzavano per la prima volta nel Ventennio. Contano i fatti, scrivevo, non i fattoni che seguono il corteo civile e che ti chiedi: ma questi che cazzo di lavoro fanno? I fatti sono starnazzi di gente che se la canta e se la suona… fortunatamente ci sono i sordi, come me.

  • AL TEMPO

    Non sono tra i detrattori integrali di Pivetti Oreste, sindaco di Cremona. Le cose le capisce. Un po’ dopo, un po’ nel posto sbagliato….
    Sul palco di piazza Duomo, in pieno 25 aprile, davanti a mille persone ben inquadrate, e alle spalle Ilde la Rossa, presidente del comitato per lo sviluppo e la difesa della democrazia nel mondo, se ne esce, e alza pure la voce, con un:
    Giovani, dovete difendere la libertà e la pace!
    Presi dal suo invito, un centinaio quasi salgono sul palco per far la festa ai politici……

    Cremona 26 04 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • gabriele

    Sono d’accordo con Giovanni e Roberto, dopo sessantasette anni urlano ancora contro il fascismo con un astio e un livore mai visti. il buon “ultrarosso” Napolitano giorni fa diceva che “il 25 Aprile è la festa di tutti”,balle!! purtroppo è e sarà sempre la festa dei rossi fino a quando non cesseranno i se, i ma, i distinguo. Parlare poi di un corteo di mille e più persone mi sembra un po’ esagerato, io ho visto un corteo unito solo all’inizio, dalla banda al passaggio delle autorita,poi sempre più disordinato e sfilacciato, dulcis in fundo sono arrivati i soliti ultrarossi e quelli del centro sociale urlando i triti e ritriti slogan.Fin quando questa gente non vorrà capire l’evolversi degli eventi e del corso della società, sia bianchi, che rossi, che neri non andranno mai d’accordo e il 25 Aprile, sarà sempre giorno rosso carico di tensioni.

    • kunta

      ottimo post, sottoscrivo in pieno.
      Aggiungo una mia considerazione. Renzo De Felice, forse il più grande storico super partes della storia contemporanea ed in particolare del periodo fascista, ha scritto: “In Italia ci sono stati due fascismi: il fascismo e l’antifascismo”.

      La presenza di sparuti imbecilli intrisi di ideologia non può rovinare una festa che deve ricordare a noi e soprattutto alle nuove generazioni cosa significhi aver conquistato le libertà scritte nella nostra Costituzione.

      • checca.

        parole sante!

  • fede

    Pare che Perri, dopo la solenne ” fischiata” , una volta sceso dal palco andasse a cercare solidarieta’ e consensi come un cane bastonato.
    Ben gli sta. Così impara a fare il superman che si libra alto sui partiti e non deve rendere conto a nessuno.
    Nonostante ai sinistri di incarichi e di spazio ne dia, la sua ottima razione di fischi se l’è beccata ugualmente.
    E al di la’ della solidarietà di facciate, non ci crede nessuno che a Pizzetti e alla Bottoli dispiaceva davvero.

    • Luca

      Il Sindaco della gente, ma di sempre meno gente.

    • checca.

      credo che il sindaco possa fare volentieri a meno di pochi cretini!!!

  • sandra

    C’ e’ chi fa l’antifascista di professione ( Bottoli ),chi perche’ non ha un cazzo da fare ( Centri Sociali ), chi perche’ la curva dello Zini nella quale siede la domenica e’ rossa ( alcuni sedicenti ” professionisti” cremonesi).
    E c’e’ chi si e’ rotto le balle a settant’ anni di distanza dalla fine della seconda gerra mondiale e considera il 25 aprile x quello che e’ : un ottimo giorno x una bella gita fuori porta se c’e’ bel tempo , oppure x fare shopping in Franciacorta o a
    Serravalle Scrivia se il tempo e’ incerto.
    E dei discorsi dei politici , identici ogni anno, non gliene frega piu’ un tubo a nessuno, eccetto gli antifascisti professionisti, i dordoniani e gli ultras rossi della Cremo.

  • danilo

    Io c’ero , ma sinceramente mi pare che ogni anno ci sia un po’ meno gente.
    Riguardo al corteo : sempre i soliti , ogni anno un po’ meno.
    Sul palco delle autorità : ogni anno è sempre più affollato, tra un po’ la celebrazione potrebbero anche farsela tra di loro.

    • checca.

      ma cosa ci sei andato a fare se non ti interessava? e dopo la checca sono io!!!

      • danilo

        Visto che l’iniziativa si svolge in uno spazio pubblico è mio diritto andare dove mi pare.

  • luigi

    CON TUTTE QUESTE BANDIERE pensavo giocasse l’ITALIA!

    • checca.

      che genialoide!

  • MARIO

    Se proviamo per un attimo a lasciar perdere le diatribe sul tenore della informazione locale si rileva subito quanto segue:
    – la manifestazione ha avuto il suo capolinea in un luogo non adatto ;
    – ma non perché la piazza del Comune non sia adatta, ma perché da tempo ormai la piazza è stata tolta anche alla sua funzione di agorà;
    – è la diretta conseguenza della dedica di piazza Marconi , per ora , al destino del deserto dei Tartari;
    – persino i commercianti fuggono anche perché non hanno notato nessun mutamento nella conduzione dei loro affari; ( la piazza è frequentata soprattutto dai possessori di cani con le conseguenze che tutti sanno ed come se ci fosse ancora “il buco” );
    – per tornare alla manifestazione del 25 Aprile , la gente comune, che da sempre segue dai lati della piazza , praticamente non ha avuto accesso alla manifestazione , se pur in modo passivo;
    – come sempre è nata la storiella che la manifestazione non è più sentita come una volta e che sarebbe ora di far festa in “comune” anche con chi era dall’altra parte; ( è un modo come un altro per dire che nella dialettica del confronto fascisti e partigiani sono stati attori di pari peso degni di “memoria” che accomuna);
    – la poca fantasia di chi, a turno, si appresta a dare questa interpretazione produce proteste di vario tipo; ( chi si meraviglia tanto di contestazioni fuori dai canoni civili non ha dato uguale risalto e giustificazioni alle contestazioni infami che ha dovuto subire l’ex sindaco Corada nei dintorni del gazebo dei giardini pubblici );

    • sandra

      Ma come si fa a sostenere simili assurdita’ a settant’ anni di distanza? Chi ha vinto ha diritto a festeggiare contro chi ha perso? Ma dove siamo? In un paese occidentale o tra i khmer rossi in Cambogia? Basta con queste ritualita’ di stampo comunista.
      La guerra e’ finita. Potete uscire dalle trincee e andare a lavorare.Almeno saprete come passare il tempo invece di rivangare e rivendicare in continuazione su un passato da che la stragrande maggioranza della gente ha ormai archiviato.

      • mario

        comunista sarai tu, forse !