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Ai domiciliari con legge Severino, evade: riarrestato

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Il giudice Pio Massa

L'avvocato Avellini Melchiorre

Avrebbe dovuto tenersi ieri il processo per direttissima nei confronti di Berkant Tair, 30 anni, bulgaro, arrestato per aver sferrato un pugno al volto ad un poliziotto che gli aveva chiesto i documenti, ma quando gli agenti si sono presentati nella sua casa di Pizzighettone per accompagnarlo in tribunale, non lo hanno trovato.

In attesa del processo, l’uomo, incensurato, era stato messo agli arresti domiciliari, potendo usufruire delle nuove norme “svuotacarceri” contenute nel pacchetto sicurezza proposte dal ministro della giustizia Paola Severino. Tra queste, anche la possibilità di evitare la reclusione breve a chi deve essere processato per direttissima. Il 30enne, però, non si è fatto trovare in casa, rientrando nella propria abitazione solo ieri sera, quando è finito nuovamente in manette da parte degli agenti della stradale, questa volta con l’accusa di evasione. Per la prima accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, ieri il giudice aveva convalidato l’arresto, mentre oggi si è svolta la direttissima per evasione davanti al giudice Pio Massa. Difeso dall’avvocato Gabriella Avellini Melchiorre, Tair ha patteggiato sei mesi, pena sospesa.

L’imputato parla solo in bulgaro, ma ha potuto comprendere cosa stava succedendo in aula grazie ai sistemi di  traduzione on line. L’udienza si è conclusa con la commozione dell’imputato e con l’abbraccio al suo avvocato che gli ha comunicato la decisione del giudice di rimetterlo in libertà.

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