A sei anni abusata dallo “zio”. 69enne condannato a sei anni per violenza sessuale
Le molestie, un centinaio, secondo il racconto della ragazzina, oggi 22enne, erano avvenute nella cascina dei nonni ed erano andate avanti fino al 2015
Molestata e abusata sessualmente dallo “zio” quando aveva sei anni. La vittima è stata creduta, e l’imputato, oggi 69enne, è stato condannato ad una pena di sei anni per violenza sessuale, così come chiesto dal pm Francesco Messina. L’uomo viveva e lavorava nella cascina dei nonni di Valeria (nome di fantasia), che oggi ha 22 anni. “Zio Beppe“, lo chiamavano tutti in famiglia. Un centinaio, come dichiarato dalla vittima in aula, gli abusi subiti quando lei era una bambina. Abusi che erano andati avanti fino al 2015, quando la ragazzina aveva iniziato a frequentare le scuole medie.
Le violenze erano state commesse nei mesi estivi, quando Valeria, insieme al fratellino più piccolo, andava in vacanza nella cascina dei nonni. “Mi toccava nelle parti intime, mi baciava”, aveva raccontato la giovane. “Lo faceva quando eravamo nei campi o nella stalla dove c’erano i conigli. Mio fratello lo mandava a guardare le mucche o a raccogliere la frutta, così restava da solo con me. Mi faceva sedere sulle sue ginocchia, io cercavo di scostarmi, di divincolarmi, ma lui mi teneva e mi metteva le mani sotto i vestiti“.
“E’ il nostro segreto”, le aveva detto lui, “non dirlo a nessuno. Il nostro è un legame speciale”.
Un giorno la ragazzina si era sentita male. “Avevo un dolore al petto e mi mancava l’aria”. Preoccupati, i genitori l’avevano accompagnata dal medico che aveva diagnosticato un malore dovuto allo stress, e aveva consigliato di rivolgersi ad una psicologa. Dopo quattro sedute, Valeria si era sfogata, e aveva raccontato tutto. “Grazie a lei”, aveva detto la ragazza, “ho avuto la forza e il coraggio di dirlo ai miei genitori“.
In aula, Valeria aveva ricordato che nella cascina dei nonni non ci andava solo d’estate, ma anche durante le feste. “In quelle occasioni, quando c’era tutta la famiglia, cercavo di evitarlo e di non trovarmi mai da sola con lui“. Col tempo, anche a causa di un‘allergia al polline e alle graminacee sofferta dalla ragazza, che intanto aveva iniziato a frequentare le medie, le visite ai nonni si erano fatte sempre meno frequenti. Durante il suo racconto, Valeria aveva sostenuto di essere rimasta segnata dalle violenze subite. “Ancora oggi faccio fatica a dimostrare affetto agli amici o ai familiari”.
La difesa, da parte sua, ha cercato di sollevare dubbi sull’accaduto, parlando di “contraddizioni” nel racconto della vittima. “La sua parola contro quella dell’imputato, che ha sempre negato le accuse”. La motivazione della sentenza di condanna sarà depositata entro 90 giorni.