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Giusto il finanziamento ai partiti, ma giustificato e con un tetto massimo

da Angelo Zanibelli

Caro Direttore,

vorrei proporre alcune considerazioni sul finanziamento pubblico ai partiti, sul quale, dopo gli scandali degli ultimi mesi, si sta tentando di riformare le modalità e soprattutto la trasparenza.

Parto dalla premessa che dal mio punto di vista è giusto che i partiti, che ricordiamo nella nostra costituzione sono riconosciuti come il momento nel quale il cittadino partecipa attivamente alla vita pubblica, debbano godere di un finanziamento pubblico, sia come rimborso o in altra forma. E’ sicuramente meglio di partiti che vivono sulle lobby, che già fin troppo sono influenti, alle quali sono assoggettate e di cui, essendo i privati i pieni azionisti, condizionano e guidano le politiche economiche, sociali, internazionali.

Detto questo la riforma è per alcuni aspetti molto semplice, per dare coerenza ad un finanziamento che deve consentire ai partiti per svolgere la propria attività politica e non certo per investire in Tanzania, in case, in diamanti.

Oggi si propone di dimezzare, di far diventare un quarto, la misura è da stabilire, anche perché a fronte di 2300 milioni, ne sono stati giustificati come spese elettorali circa 500.

Dal mio punto di vista il criterio deve essere molto semplice: ogni partito riceve a rimborso solo quanto è in grado di documentare relativamente ad attività politica, di funzionamento del partito, di tutto quanto non ha nulla a che fare con altre attività da società finanziaria, con un tetto massimo, che sicuramente non può essere quello di oggi, proporzionale alla sua rappresentanza elettorale.

In secondo luogo, quando un partito si scioglie e cessa la sua attività politica, si sospendono i contributi.

Infine il problema del controllo: trattandosi di soldi pubblici, il controllo deve essere solo ed esclusivamente dello stato, non vuole essere la corte dei conti, sia una commissione parlamentare che controlla i bilanci, autorizza la congruità delle spese che vengono portate a rimborso: Una commissione che deve ovviamente potersi avvalere di coloro che sono gli organi di vigilanza dello Stato, la Guardia di Finanza, le forze dell’ ordine per eventuali accertamenti ed indagini.

Tutto il resto, per tentare di salvare la faccia ma alla fine cambiare niente, sarebbe un ulteriore presa in giro che anzichè ricostruire, distrugge ulteriormente il rapporto col cittadino.

Certo, alla base serve prima di tutto una cosa di fondo: i partiti siano davvero dei partiti, quelli che fanno partecipare la gente alla vita pubblica, quelli attraverso i quali pensare e progettare il futuro della nostra società, quelli attraverso i quali permettersi anche di sognare e immaginare un Paese ed un mondo più giusto, più equo e più solidale: Non i partiti di qualche leader che si tira dietro in Parlamento qualche colonello senza esercito per giochi interni di alleanze, ma che sul territorio non hanno nessuno.

Ripensiamo ai partiti, non facciamoli diventare strumenti di potere di pochi oligarchi ma quel grande valore di democrazia che una delle Costituzioni più illuminate, ci riconosce.

Angelo Zanibelli
Capogruppo UDC Comune Cremona

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