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Teatro Filodrammatici, ‘La Moscheta’ in dialetto cremonese

CM27

Per conto dell’Università della Terza età lunedì 14 Maggio 2012, ore 16.30 al Teatro dei Filodrammatici, ‘Lettura drammatizzata e divertentissima di pagine di Angelo Beolco, detto il Ruzante (1500-1542), tradotte da Gigi Manfredini in sapido dialetto cremonese’. Con Gigi Manfredini, Walter Benzoni, Milena Fantini, Agostino Melega. L’ingresso è gratuito.

Questo il programma:

1-    Presentazione di Angelo Beolco – a quattro voci
2-    Prologo “Moscheta” (parla un villano)
3-    1^ scena del Parlamento (parla Ruzante)
4-    3^ scena “Moscheta” (parla Tonin)
5-    4^ scena “Moscheta” (duetto Betia/Tonin)
6-    3^ scena “Moscheta” (parla Ruzante)
7-    5^ scena “Moscheta” (duetto Betia/Ruzante)
8-    1^ scena “Bilora” (parla Bilora)
9-    3^ scena “Bilora” (duetto Bilora/Dina)
10-    4^ scena “Bilora” (parla Andronico)
11-    Congedo “Parlamento” – “Bilora” (Parla Dina)
12-    Eventuale riserva: omaggio all’amore tratto dal Prologo 2° de
“L’Anconetana”: a quattro voci.

 

Il ricordo della magica serata nel Chiostro di Santa Chiara, era il sabato 27 giugno 1970, emoziona ancora oggi chi l’ha vissuta da protagonista ma anche i semplici spettatori di uno spettacolo eccezionale entrato di diritto nella storia del miglior teatro amatoriale cremonese: il Gruppo Studio di Teatro rappresentava in prima assoluta l’opera teatrale “La Moscheta” di Angelo Beolco, detto il Ruzante, scritta fra gli anni 1527 e 1531, tradotta in dialetto cremonese dal grande Gigi Manfredini.

Era oltre un anno che gli amici sapevano della “folle” impresa avviata da Gigi per la traduzione di quest’opera, scritta in dialetto contadino padovano con la contrapposizione al tentativo di parlar moschéto, raffinato, “cittadino”, del personaggio Ruzante: pensare di poter rendere queste particolarità in dialetto cremonese mantenendo intatta l’efficacia comica dei dialoghi, sembrava appunto una “missione impossibile”.

La bravura di Manfredini portò ad un risultato convincente – si ripeterà negli anni successivi con la traduzione di altri testi del Ruzante -, reso palpabile dall’interpretazione degli attori GST in quella memorabile serata: l’indimenticabile Flores Fracassi nella parte del villano che introduceva la storia col prologo, l’altro villano, Menato, interpretato con convincente forza da Franco Loffi che assieme a Flores è stato per lunghi anni colonna del teatro amatoriale cremonese nelle splendide compagnie d’oratorio.

Purtroppo questi primi due attori, protagonisti della serata al Chiostro di Santa Chiara, sono scomparsi lasciando in tutti quelli che li avevano conosciuti uno splendido ricordo.

Ma poi gli altri attori, quelli che ritroveremo nella serata del Filodrammatici: Walter Benzoni, interprete di Ruzante, Milena Fantini nella parte di sua moglie Betìa, Ornella Righelli, la vicina, ed infine Gigi Manfredini, che allora interpretava l’uomo d’arme Tonin.

Quella serata fu memorabile anche per la grande scena, realizzata prevalentemente da Franco Loffi su disegno di Giorgio Gregori, che sfruttava a fondo gli spazi disponibili nel Chiostro: la sua dimensione procurò grossi problemi quando la compagnia dovette presentare lo spettacolo nelle trasferte in alcuni paesi della provincia.

Le fotografie inedite di quella rappresentazione, che presentiamo nella Galleria Fotografica, permetteranno di ravvivare il ricordo e, durante la lettura di lunedì prossimo che prevede la new-entry di Agostino Melega, immaginare gli attori sulla grande scena in una splendida recitazione davanti ad un pubblico divertito e ricreare la magia di quella memorabile serata.


Giorgio Bonali (testo e foto)

 

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