Cronaca
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Cremona, capitale dell'aria malata Quali provvedimenti in vista dell'inverno Sedici associazioni lo chiedono al sindaco

Foto Francesco Sessa

Mentre a distanza di oltre due mesi dalla richiesta d’incontro, il sindaco Oreste Perri non ha ancora dato loro la disponibilità per un faccia a faccia, sedici associazioni cremonesi denunciano gli effetti negativi delle polveri sottili sulla salute umana e l’inadeguatezza dei provvedimenti finora portati avanti dall’Amministrazione. E lo fanno con una conferenza stampa nella sala Spazio Eventi del Comune durante la quale il dottor Angelo Angiolini, medico dell’Isde, ha fatto il punto sulle disastrose conseguenze dell’inquinamento atmosferico (polveri sottili, biossido d’azoto ecc.) sulla salute. Un quadro devastante, aggravata dal fatto che Cremona e Brescia guidano la classifica delle città lombarde più inquinate e con la città del Torrazzo e Parma a a guidare la poco invidiabile classifica di centri con i più numerosi superamenti dei parametri dell’aria: dopo solo 100 giorni dell’anno ben 70 oltre i limiti.

Durante l’incontro è stato ricordato come la commissione europea abbia già previsto un taglio delle aspettative di vita di tre anni per le aree della Pianura padana e del Benelux. “Ci sono cinque mesi prima che vengano riaccesi i riscaldamenti nelle abitrazioni e le Pm10 torneranno a salire a livelli inaccettabili – ha detto Maria Grazia Bonfante, aprendo la conferenza stampa – Ci sono solo cinque mesi di tempo, un margine ristrettissimo per per ciò che occorrerebbe almeno iniziare a fare”. Il 7 luglio si terrà a Cremona un convegno dal titolo “Una civile battaglia per ‘Aria, bene comune'” dove verranno resi pubblici studi e proposte operative.

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