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Devozione privata di Rossini: il coro Santa Cecilia chiude il Monteverdi

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L’ultimo appuntamento con il Festival Monteverdi è per martedì 29 maggio (ore 21.00) e vede protagonista il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia guidato per l’occasione da Andrea Lucchesini nella doppia veste di direttore e pianista.

I biglietti sono in vendita alla biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 (tel 0372.022001/02) – info@teatroponchielli.it –www.teatroponchielli.it
biglietti: posto unico numerato € 20,00.

“Petite Messe Solennelle à quatre Parties avec accompagnement de 2 Pianos et Harmonium, composée pour ma villeggiature de Passy. Douze Chanteurs de trois Sexes Huit pour les Choeurs, quatre pour les Solos, total Douze Chérubins. Bon Dieu, Pardonne moi le rapprochement suivant: douze aussi sont les Apotres dans le celebre coup de Machoire peint à Fresque par Leonard dit la Cene, qui le croirait! Il y a parmi tes disciples de ceux qui prennent de fauste notes! Seigneur, Rassure-toi, j’affi rme qu’il n’y aura pas de Judas à mon Dejeuné et que les miens chanteront juste et con amore tes Louanges et cette petite composition qui est, Helas, le dernier Peché mortel de ma vieillesse. G. Rossini, Passy 1863”.

Così scriveva Gioacchino Rossini, attingendo al suo fine umorismo, sull’autografo della Petite Messe Solennelle, composta nella sua residenza di Passy, presso Parigi. Il compositore, che in gioventù aveva manifestato una spiccata inclinazione per le forme più austere dell’arte musicale, ritorna al sacro con il suo ultimo “peccato di vecchiaia”, che ebbe la sua prima esecuzione il 14 marzo 1864.

È una Messa che colpisce per l’anelito di fede, di devozione, di entusiasmo religioso che l’avvicina alle grandi composizioni di Palestrina. Qui, come ha affermato il Bonaccorsi, “lo stile fugato e quello concertato, il sacro e il profano si conciliano mirabilmente”. Alla fine del manoscritto Rossini ha congedato la sua fatica con

queste parole: “Bon Dieu, la voilà terminée cette pauvre petite Messe. Est-ce bien de la musique sacrée que je viens de faire ou bien de la sacrée musique? J’était né pour l’Opera-Buffa, tu le sais bien! Peu de science, un peu de coeur, tout est là. Sois donc Béni et accorde-moi le Paradis. G. Rossini”.

Esecutori di prestigio per questo piccolo-grande capolavoro. A cominciare dal pianista, qui anche in veste di direttore, Andrea Lucchesini, raffi nato interprete amato dai più grandi direttori; e poi il suo ex allievo, il pianista ventiseienne Gabriele Carcano, proclamato nel 2010 vincitore del Borletti Buitoni Trust Fellowship. E poi le voci: dal soprano Alessandra Marianelli, debutto nel 2004 al Comunale di Firenze con Zubin Mehta, Zerlina con Zeffirelli nel 2006, un vasto repertorio e presenze in tutta Europa, al mezzosoprano Anna Bonitatibus, un repertorio di oltre 50 titoli, e un debutto alla Scala nel ’99 con Riccardo Muti; il tenore Daniele Zanfardino, importanti presenze nelle fondazioni liriche italiane e all’estero, compreso il Concertrgebouw di Amsterdam; il basso Andrea Patucelli ed infine il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia, una storia che inizia nella seconda metà del XVI secolo, quando a presiederlo era Palestrina.

Oggi, con i suoi 90 elementi dell’organico completo, prende regolarmente parti alle stagioni dell’Accademia, per l’esecuzione delle grandi opere sinfoniche-corali, e tiene importanti concerti per coro solo.

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