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Droga: arresti a Viterbo, in carcere anche un casalasco

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C’è anche un romeno di 26 anni residente a Casalmaggiore tra i 40 arrestati di una maxi operazione portata a termine dai carabinieri di Viterbo. In campo 400 militari dei comandi di Viterbo, Roma, Terni, Perugia, Cremona e Piacenza, supportati da due unità cinofile. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del tribunale di Viterbo a carico di 40 persone, di cui 13 stranieri di etnia romena ed albanese, responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti ed anabolizzanti, nonchè usura, estorsione, furto e sfruttamento della prostituzione. Gli arrestati facevano parte di un sodalizio criminale attivo nella Tuscia e nel ternano. 112 le perquisizioni eseguite, oltre che nei confronti delle persone arrestate, anche presso abitazioni di soggetti indagati, e, con l’ausilio di militari del Nas,  presso tre palestre di Viterbo, Soriano e Vallerano frequentate da alcune delle persone tratte in arresto nei confronti delle quali sono emerse responsabilità in merito all’illecita commercializzazione di sostanze dopanti, in particolare testosterone. L’indagine, denominata “drago” aveva preso avvio da un attentato intimidatorio accaduto la notte del 17 gennaio 2011 nel comune di Soriano nel Cimino nei confronti di una coppia di fratelli, la cui autovettura, una Bmw di grossa cilindrata, era stata raggiunta da numerosi colpi di pistola. L’esecutore è stato identificato in un romeno di nome Dragos che avrebbe agito per far desistere i due fratelli dal pretendere il saldo di una grossa partita di cocaina da lui non pagata. Le indagini si sono poi concentrate sui due fratelli, al centro di un’articolata organizzazione che gestiva lo spaccio di droga nella provincia di Viterbo ed in quella di Terni, rifornendosi di stupefacente da gruppi di stranieri nella capitale ed in alcune città del nord. La droga veniva acquistata e tagliata, a volte presso lo studio di tatuaggi gestito da uno dei due fratelli, per poi passare di mano in mano dai grandi ai piccoli pusher, per arrivare in numerose e piccole dosi nelle discoteche e nei pub della Tuscia. Per finanziarsi e poter investire in acquisto di stupefacenti i trafficanti commettevano una serie di altri reati: estorsioni ed usura, furti in abitazione ed esercizi commerciali, sfruttamento della prostituzione.

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