Politica

Verso Elezioni regionali 2028, Del Bono: “Lombardia più debole e diseguale, serve un cambio”

Il vice presidente del Consiglio regionale, in visita alla redazione di CR1, ha delineato il piano d'azione del Pd in vista della sfida elettorale: "Puntiamo a costruire una alternativa"

La visita di Del Bono in redazione (Foto Studio B12)
Fill-1

Infrastrutture, pianificazione territoriale e sanità: sono questi i tre nodi fondamentali su cui lavorare per il rilancio della Lombardia, secondo Emilio Del Bono, vice presidente del consiglio regionale, in forza al Pd, ex sindaco di Brescia, che sta avviando un laboratorio di confronto sul tema e facendo un tour dei territori in vista dell’avvio della campagna elettorale per le Regionali del 2028. In mattinata, insieme a Matteo Piloni (consigliere regionale del Pd e coordinatore del laboratorio) e Luca Gaffuri (membro del laboratorio) ha fatto tappa anche nella redazione di CR1 e CremonaOggi, per raccontare il suo progetto, di cui lui rappresenta una sorta di regista.

“Arriviamo da oltre 30 anni di governo del centrodestra e crediamo che per cambiare le cose si debba lavorare seriamente sia sulle relazioni territoriali sia nel costruire un’alternativa per la nostra Regione”: ha detto il politico. “Successivamente, l’intento è di incrociare gli alleati, in modo da creare per la prima volta un fronte unitario, non più frammentato, che possa portarci ad avere una massa critica adeguata al confronto e a creare quindi una vera alternativa”.

A questo proposito, ha spiegato Del Bono, si sta lavorando “all’elaborazione di un comitato scientifico, che si sta strutturando sui macro temi che riguardano la Regione, dalla Sanità, al trasporto pubblico, dalla pianificazione strategica alle infrastrutture, fino ad arrivare ovviamente alle politiche che riguardano gli incentivi alle imprese, l’uso dei fondi europei, la formazione professionale e di distruzione del tasso di conoscenza e di competitività”.

Parallelamente, il partito sta portando avanti “un lavoro di scouting per la costruzione di una proposta civica, che si affiancherà a quella politica”, allo scopo di “andare a intercettare consensi in un pezzo di mondo della società civile lombarda ed economica che non abbiamo intercettato in passato”.

Un vulnus importante su cui si dovrà lavorare è, senza dubbio, la scarsa adesione al voto che ha caratterizzato lo scenario politico degli ultimi anni. “Alle elezioni del 2023 in Lombardia hanno partecipato al voto poco più del 40% degli eventi diritto” spiega Del Bono. “Una maggiore partecipazione può cambiare tutti gli equilibri, come si è visto recentemente. La sfida è rendere credibile e possibile l’alternativa, perché quando le persone percepiscono che il loro voto può incidere davvero, tornano alle urne”.

Un progetto ambizioso, quindi che si inserisce in un contesto che Del Bono descrive come in evoluzione e più fragile rispetto al passato: “La regione Lombardia sta vivendo una fase più difficile del passato. Oggi siamo intorno allo 0,5-0,6% di crescita del Pil, in linea con l’Italia, mentre un tempo crescevamo tre o quattro volte tanto. Il 2027 sarà un anno delicato, con il rischio di sfiorare la recessione, anche per l’impatto dei costi energetici e dei dazi sull’export.

Secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, è necessario, quindi un cambio di passo: “Occorre un ente Regione che non reiteri stancamente le stesse politiche di sempre. Oggi stiamo ripetendo gli stessi schemi, dai bandi sempre uguali fino alle scelte che non incidono davvero sul cambiamento. Sul territorio avvertiamo una inquietudine diffusa e un senso di spaesamento. In Lombardia c’è un impoverimento in corso, dato dalla precarietà dei rapporti di lavoro, dalla fatica con cui si ottengono i servizi… il ceto medio si è molto assottigliato rispetto al passato”.

Del Bono parla di una Lombardia che negli ultimi anni è cambiata profondamente, diventando “meno omogenea di quanto non fosse 10 o 15 anni fa. E a dirlo sono gli studi di Polis Lombardia, da cui emerge che ci sono territori che crescono e altri che arretrano, territori che si rafforzano e altri che si indeboliscono. È una Lombardia più diseguale, più frammentata, più iniqua”.

Un dato che, secondo l’esponente Dem, è stato sottovalutato: “Questo è accaduto perché sono mancate delle politiche mirate. Alcuni territori si sono infrastrutturati e sono diventati più attrattivi, altri sono rimasti indietro e continuano a perdere competitività. In alcune aree si assiste a un depopolamento, altre vivono maggiormente l’invecchiamento della popolazione, facendo venire meno il ricambio generazionale”.

Ma per quale motivo si è assistito a questa evoluzione in negativo? Secondo Del Bono “è mancata una pianificazione territoriale complessiva, e si è puntato troppo su interventi spot senza una strategia di fondo. Distribuire risorse a caso puntando ad una politica di consenso non porta ad alcun beneficio se non hai un disegno complessivo, e soprattutto se non aggredisci le grandi questioni da risolvere”.

Ad avere la peggio sono i territori della fascia della pianura, come appunto il Cremonese, e della fascia montana e pedemontana: “Se guardiamo la provincia di Cremona, dal punto di vista della viabilità è la stessa di 25 o 30 anni fa. Come è possibile che nodi strategici non siano mai stati affrontati in modo strutturale? Penso ai collegamenti con Milano, con Mantova, al tema del Po e della navigazione fluviale”. A crescere, spiega Del Bono, è invece la fascia di città sull’asse Milano-Brescia-Venezia. Insomma, una Regione che negli ultimi anni è andata a due velocità diverse, e che ora fatica a ritrovare omogeneità.

Critiche anche al sistema infrastrutturale lombardo: “Siamo in una regione in cui non si conosce il costo reale degli spostamenti. Esistono tratte autostradali con sistemi di pedaggio diversi, senza una regia complessiva. Questo crea distorsioni, con i mezzi pesanti che evitano le autostrade e intasano la viabilità ordinaria”. In questo contesto rientra la partita della realizzazione dell’autostrada Cremona-Mantova, un tema strategico che tuttavia continua a restare in agenda senza vedere un concreto sviluppo”.

Problema non da poco, per il territorio cremonese, è quello del trasporto pubblico locale, che “funziona solo per gli studenti e per qualche lavoratore sfortunato che non può usare la macchina. Tutti gli altri non ritengono il trasporto pubblico una vera alternativa”. 

Duro attacco anche alla mancanza di pianificazione: “La Regione ha dimenticato due cose fondamentali: la pianificazione strategica e la legislazione. Oggi si rincorrono i fenomeni invece di governarli. Prima si lascia fare al mercato, poi si interviene quando i problemi sono già esplosi”.

Tra i temi più critici, quello della sanità: “Oggi il sistema sanitario lombardo non sta più funzionando. Le liste d’attesa si allungano anche nel privato convenzionato e i cittadini spendono sempre di più. Nel 2025 i lombardi hanno speso 11 miliardi di euro di tasca propria per curarsi. Significa che circa un terzo delle prestazioni viene pagato direttamente dai cittadini”.

Una situazione che, secondo Del Bono, alimenta disuguaglianze: “Se puoi paghi e ti curi, altrimenti rinunci. E questo è un problema enorme, che si somma all’aumento del costo della vita e alla difficoltà delle famiglie”.

Sul piano politico, Del Bono usa parole forti: “A volte l’elettorato si è innamorato del carceriere. Esiste una sorta di sindrome di Stoccolma anche in politica, per cui si continua a dare consenso a chi non ha prodotto vantaggi, o addirittura ha prodotto svantaggi nel medio-lungo periodo”.

Il percorso avviato dal Pd punta quindi a costruire una proposta alternativa partendo dai territori: “Stiamo incontrando il mondo economico, sociale e accademico per pensare alla Lombardia del domani. C’è interesse a mettersi in discussione e a contribuire con idee e competenze”.

Per il Pd, quindi, il futuro politico della Regione è di “costruire le condizioni per un’alternanza. Non per una ragione ideologica, ma per dare nuova energia e prospettiva alla Lombardia”.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...