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Calcioscommesse: la versione di Mauri è poco plausibile

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Nella foto, Mauri esce dal carcere (foto Francesco Sessa)

Scarcerati oggi il capitano della Lazio Stefano Mauri, il giocatore del Padova, ex Genoa, Omar Milanetto e l’ex portiere del Bellinzona Matteo Gritti. Da oggi sono agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. Per l’ex calciatore Ivan Tisci il giudice Guido Salvini ha disposto l’obbligo di firma. Revoca degli arresti domiciliari, invece, per il commercialista Daniele Ragone. “Il quadro d’accusa”, scrive il gip nella sua ordinanza, “si è notevolmente rafforzato. Vittorio Gatti ha ammesso di aver recuperato le ingenti somme, 290.000 euro, dopo le partite Novara-Siena e Palermo-Bari, denaro da distribuire ai giocatori o da restituire agli zingari; Alessandro Acerbis, portiere del Vicenza, e Marco Turati, attualmente difensore del Modena e in forza al Grosseto dal 2009 al 2011, hanno ammesso il loro coinvolgimento nell’intervento su numerose partite di serie B quali Grosseto-Reggina, Torino-Grosseto ed Ancona-Albinoleffe, mentre Matteo Gritti ha ammesso di aver messo in contatto Gegic con Gervasoni e Carobbio, contatto che ha dato origine all’attività di manipolazione delle partite in Italia mentre in seguito lo stesso Gritti aveva dovuto subire gravi minacce da Ilievski che intendeva intraprendere un’analoga attività anche in Svizzera”.

Da sinistra, Conteh e Joelson (foto Sessa)

Oggi il gip ha interrogato Francesco Ruopolo, attaccante del Padova, Kewullay Conteh, dell’Albinoleffe, e Josè Inacio Joelson, in forza al Pergocrema. Tutti “hanno ammesso in modo ampio le loro responsabilità in merito al loro coinvolgimento nella manipolazione dietro compenso di numerose partite dell’Albinoleffe e del Grosseto, aderendo alle richieste di Gervasoni e Carobbio.  A Ruopolo vengono contestate irregolarità sulle partite Pisa-Albinoleffe, Salernitana-Albinoleffe e Frosinone-Albinoleffe. Avrebbe ammesso la sua partecipazione al taroccamento delle partite, raccontando anche che, in un caso (dopo la partita con il Frosinone), restituì i soldi in quanto non era stato raggiunto l’over concordato in quanto non era stato segnato un terzo gol. Stessa linea per Conteh, che ha ammesso tutti gli addebiti e ha avuto la revoca dell’obbligo di firma. Joelson torna libero: nell’interrogatorio di garanzia il calciatore ha ammesso i fatti contestati. “Mi porterò per sempre dentro il peso di quello che ho fatto”. L’unico che rimane in carcere è il calciatore della Sampdoria Christian Bertani, il quale si era avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip e per il quale il suo legale non ha presentato istanza di scarcerazione.

STEFANO MAURI

Sulla posizione di Mauri il gip scrive che è “scarsamente plausibile”, e “almeno allo stato appare costruita a posteriori”, la sua versione riguardo il possesso di una scheda intestata ad altra persona che doveva servire per scommettere su partite di basket americano”. Il gip rileva che “non vi è alcun divieto per un giocatore di calcio a scommettere su competizioni in attività sportive diverse” e che “non vi è traccia che egli, nè in precedenza, nè in seguito, abbia coltivato un interesse del genere”. ”Al contrario”, spiega Salvini, “il periodo in cui viene utilizzata tale scheda, da considerarsi una vera e propria scheda ‘dedicata’, e cioè il 13-28 maggio 2011 (come riconosciuto dallo stesso Mauri) si sovrappone perfettamente con i giorni in cui sono avvenute le due partite più importanti toccate dall’indagine, e cioè Lazio-Genoa e Lecce-Lazio”. Il giocatore è stato comunque scarcerato in quanto le esigenze cautelari si sono “considerevolmente attenuate” con gli interrogatori di garanzia. E’ escluso, inoltre, il periodo di allontanamento degli indagati, perché, tra le altre cose, “l’indagato Stefano Mauri si è di fatto costituito spontaneamente”.

OMAR MILANETTO

Omar Milanetto (foto Sessa)

Per Milanetto il gip spiega che sul derby “Genoa-Sampdoria, pur non oggetto di contestazione, e sul ruolo in tale contesto di Milanetto e di altri giocatori, si sono allungate pesanti ombre”. Secondo il giudice, il fatto che Milanetto, considerato il suo orario di arrivo 15 maggio 2011 all’albergo Unatocq di Milano, non potesse aver partecipato ad un summit con alcuni ‘zingari’, è un argomento che, segnalato dalla difesa, dovrà essere preso in considerazione. Ma “non annulla la complessiva gravità indiziaria a carico di Milanetto, anche tenendo conto che sul derby della settimana precedente (dello scorso campionato) Genoa-Sampdoria, pur non oggetto di contestazione, e sul ruolo in tale contesto di Milanetto e di altri giocatori si sono allungate pesanti ombre”.

MATTEO GRITTI E IVAN TISCI

Matteo Gritti (foto Sessa)

“Matteo Gritti ha ammesso in modo significativo la propria responsabilità relativa al ruolo nel facilitare l’ingresso del gruppo di Gegic in Italia, mentre Ivan Tisci ha ammesso il suo ruolo di scommettitore e di consulente nelle scommesse di Bellavista, pur affermando di aver semplicemente approfittato in talune occasioni dell’operato degli zingari senza prendere parte in prima persona al loro lavoro di alterazione delle gare”.

Ivan Tisci (foto Sessa)

DANIELE RAGONE

Il commercialista è indagato per riciclaggio insieme a Luca Burini, faentino dipendente di una società di autoricambi di Forlì, Giuseppe Signori e Luigi Sartor. Per l’accusa i quattro avevano costituito nel maggio 2010 la società panamense Clewer Overseas S.A. e avevano acceso diversi conti cifrati presso banca Euromobiliare con i nomi di grandi vini italiani come “Cannonau” e “Teroldego” e “Syrah”, da cui avevano fatto transitare ingenti somme provenienti dal gruppo di scommettitori di Singapore. Questo denaro, legato alle partite truccate del campionato italiano di calcio, veniva “ripulito” proprio grazie al passaggio sui conti accesi dai quattro soci. Signori e Sartor sono indagati a piede libero perché già arrestati per altri reati in una precedente tranche della stessa inchiesta. Per il gip, Ragone “ha riconosciuto di aver incontrato gli asiatici sia a Bologna che a Singapore e di aver svolto insieme a Sartor in Svizzera il lavoro necessario, società e conti, a rendere possibile quanto, secondo quanto gli era stato detto, era un semplice progetto di acquisto di una squadra di calcio in Italia”. Per il gip, però, “continua a non spiegarsi come Ragone e gli altri abbiano potuto muoversi senza alcuna documentazione del presunto progetto e senza alcun mandato, quale almeno una scrittura privata, e come siano potuti pervenire sul conto della società oltre 700.000 euro bonificati da ignoti individuabili solo con dei soprannomi”. “Continua a mantenere misteriosa”, prosegue Salvini, “la sparizione di oltre 360.000 euro in contanti, mentre Ragone ha riconosciuto di aver fatto spostare sul suo conto in Svizzera 65.000 euro frutto di un’attività professionale informale e in nero. Saranno le ulteriori fasi di indagine e in particolare il racconto che potrà fornite Luca Burini, che si trova in Cina, a rendere più comprensibile se il ruolo del commercialista sia frutto solo di un’azione professionale causata anche da una sorta di inganno subito o di un consapevole apporto ad un’attività che, almeno dopo i primi momenti, non poteva che mostrarsi come illecita o comunque fortemente equivoca”.

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