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Ex Scac, la Giunta all'Ascom: "Non solo commercio, ma centro polifunzionale"

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Approvato dalla Giunta il Piano Attuativo definitivo per l’area Ex Scac, comparto tra via Sesto e via Milano su cui dovrebbe sorgere una grande area commerciale e residenziale. ‘Non luogo a procedere”.  per le deduzioni presentate dalla Confcommercio che esponeva critiche in merito a “un parco commerciale a elevatissimo potere attrattivo (modello “easy and fast”) con effetti di progressivo indebolimento delle piccole economie di scala e conseguente svuotamento del centro storico, sia delle funzioni commerciali che dei servizi per le imprese locali e la popolazione residente” e in merito alla struttura alberghiera, citando lo studio realizzato dal Cersi dell’Università Cattolica sul turismo come dimostrazione “che non servono strutture ricettive, che quelle che ci sono garantiscono qualità e convenienza nonostante siano poco utilizzate (l’indice di utilizzazione lorda annua dei posti letto è, complessivamente, inferiore al 40%), e pertanto nuove licenze non sono necessarie”.
Nel documento la risposta dell’Amministrazione: “Da un’attenta analisi del Piano attuativo, si evince che lo stesso è caratterizzato dalla compresenza di una pluralità di funzioni: commerciale, terziaria, ricettiva, servizi, non configurandosi, pertanto, quale insediamento monofunzionale. Per quanto attiene alla paventata assunzione di funzione di “centro commerciale polifunzionale” (ai sensi del D.Lgs. 114/98), si evidenzia che, ai sensi della D.g.r. 2 agosto 2007 – n. 8/5258, la fattispecie in esame non rientra nelle strutture di vendita organizzata in forma unitaria, in quanto l’insieme degli esercizi e delle attività di servizio dislocati in edifici diversi, si affacciano su vie  e spazi di uso pubblico, non è contemperata la predisposizione di spazi di distribuzione funzionali all’accesso ai singoli esercizi, infine non è prevista una gestione unitaria di eventuali spazi di servizio. Per quanto attiene alle diverse richieste formulate, si evidenzia che tutte sono riconducibili ad obiettivi della strumentazione urbanistica generale, e pertanto, da declinare in tale strumentazione attraverso opportune valutazioni e conseguenti azioni, esulando pertanto dalla scala della pianificazione  attuativa in cui si colloca il Piano stesso. Per quanto attiene alla struttura turistico-alberghiera, senza nulla togliere al rigore scientifico dello studio citato ma considerata l’opportunità localizzativa/funzionale sviluppata dalle determinazioni del Documento di Piano in merito all’Ambito di trasformazione in questione, che prevede la possibilità di introdurre diverse destinazioni, tra le quali anche quella ricettiva, al fine di garantire la mixite funzionale, è lasciata all’operatore/investitore la possibilità di verificare l’opportunità della propria impresa. Le considerazioni contenute nell’osservazione non si traducono in richieste circostanziate di modifica del Piano, e senza effetti diretti sulla proposta progettuale del Piano”. Liquidati i commercianti, ora la stipula della convenzione urbanistica che regola l’attuazione del Piano.

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Commenti
  • germana

    e se non funzionerà sarà colpa della crisi 😀 … tutto è colpa della crisi, che è tanto inevitabile che è inutile perdere tempo per fare faticose valutazioni per limitarne gli effetti … da parte di chi poi ? di politici “a breve scadenza” ?

  • Annamaria Menta

    Fantastico! Basta cambiare i termini, ecco che l’ennesimo (di fatto) centro commerciale diventa un sito con “compresenza di una pluralità di funzioni(…) non configurandosi, pertanto, quale insediamento monofunzionale. Per quanto attiene alla paventata assunzione di funzione di “centro commerciale polifunzionale” (…) si evidenzia che (…) la fattispecie in esame non rientra nelle strutture di vendita organizzata in forma unitaria, in quanto l’insieme degli esercizi e delle attività di servizio dislocati in edifici diversi, si affacciano su vie e spazi di uso pubblico (…) infine non è prevista una gestione unitaria di eventuali spazi di servizio.”

    Come dire, facciamo “Cremona 25”, però tipo ‘spezzatino’, così li freghiamo perchè non si può più chiamare ‘centro commerciale’ (per legge, eh..)

    E sono coì beceri da nascondersi dietro la scusa della ‘riqualificazione’.