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Calcioscommesse: liberi Mauri e Milanetto, nessun pericolo di fuga

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Nella foto, Stefano Mauri (foto Francesco Sessa)

Il gip Guido Salvini ha revocato la misura degli arresti domiciliari nei confronti del capitano della Lazio Stefano Mauri e di Omar Milanetto,ex del Genova e ora al Padova, entrambi indagati nell’inchiesta sul calcioscommesse perchè avrebbero avuto un ruolo nella combine di Lazio-Genoa del 14 maggio 2011. Mauri è sospettato anche di avere combinato Lecce-Lazio del 22 maggio successivo. Nell’ordinanza il gip rileva che “le indagini sono ormai in una fase molto avanzata, essendo stati interrogati gli indagati raggiunti dalla misura emessa in data 23 maggio 2012, compreso Luca Burini, che si è presentato spontaneamente all’autorità giudiziaria, cosicchè appare prospettabile in tempi brevi solo l’interrogatorio di Gegic Almir, figura peraltro di rilievo all’interno dei fatti per cui si procede, che ha preannunciato, anch’egli, di volere rientrare dal luogo dove si trova per rendere dichiarazioni peraltro in parte già anticipate con alcune interviste giornalistiche”. “In tale situazione”, scrive il gip, “il mantenimento delle misure cautelari appare diventato sostanzialmente inutile, non potendosi ravvisare alcun pericolo di fuga, nè la reiterazione di analoghi reati, tenuto conto da un lato del notevole riscontro mediatico avuto dall’emergere del fenomeno del calcioscommesse e dall’altro dell’effetto, peraltro già di per sè fortemente deterrente, costituito dalla pendenza del procedimento disciplinare a carico di tutti i giocatori coinvolti, processo che potrebbe concludersi in tempi brevi”.

Per quanto riguarda la posizione di Milanetto, il gip rileva che “le osservazioni contenute nell’ordinanza del 4 giugno 2012 devono essere aggiornate con riferimento alla vicenda del derby Genoa-Sampdoria del 2011 che, pur non essendo stato oggetto di contestazioni nella misura cautelare, può costituire un elemento sintomatico di condotte illecite nell’ambito delle partite disputate da Milanetto. In relazione a tale competizione, deve rilevarsi in estrema sintesi che, per quanto consta a questo ufficio, gli elementi assai gravi desumibili dalla conversazione telefonica riferibile a un capo ultrà cui ha fatto riferimento il pm in sede di interrogatorio di Milanetto non hanno trovato una conferma soddisfacente nella successiva audizione dello stesso tifoso. Si tratta, quindi, allo stato di dati investigativi significativi ma non conclusivi e dovranno comunque essere approfonditi verosimilmente da un’altra autorità giudiziaria”.

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