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Contro le indennità ai parlamentari, firme a Spazio Comune

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I cremonesi firmano contro le indennità ai parlamentari. Buono l’afflusso a Spazio Comune dei cittadini che sottoscrivono i moduli per chiedere un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261). A Cremona, come in tutti i comuni d’Italia, fino al 26 luglio, dato che il Comitato promotore dovrà presentare le firme entro il 31 luglio. Ne occorrono 500 mila firme. L’iniziativa, “snobbata” dai media, è stata lanciata da Unione popolare e ha avuto un notevole riscontro su internet e sui social forum. La Corte Costituzionale vaglierà l’ammissibilità delle firme. Il quesito referendario chiede l’abrogazione del solo articolo 2 della legge 1261, il seguente: “Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute e delle Commissioni”. Secondo le prime stime si otterrebbe un risparmio di circa 5 milioni di euro. Il taglio, infatti, eliminerebbe ai parlamentari italiani il rimborso non solo sulla diaria, ma anche sulle spese di soggiorno nella Capitale, una spesa che ammonta a circa 3500 euro al mese per ogni singolo parlamentare. Nonché l’abrogazione dell’esclusione dal divieto di cumulo con le indennità e non solo.

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Commenti
  • Stefano Bocci

    Si può firmare anche per altri due referendum:
    “Togliere il quorum, chi vota decide!” vuole abolire il quorum dei referendum, quella vigliaccata politica grazie alla quale i SI’ a tanti referendum avrebbero stravinto, ma si son solo spesi soldi per mancato raggiungimento del quorum (http://www.quorumzeropiudemocrazia.it/);
    ” Ridurre Gli Stipendi Ai Politici Italiani, e altro”, mira a ridurre gli stipendi dei politici e ad abrogarne privilegi e vitalizi, voluto dal Comitato del Sole (http://comitatodelsole.altervista.org/).
    Per quello del quorum bisogna sbrigarsi perché finisce fra pochi giorni.

    • Gino

      Il quorum è previsto dalla Costituzione che non può essere sottoposta a referendum. Attenzione agli abbagli.

  • elia

    se fossimo gestiti da una classe politica seria firmerei ma visto la faccia di c………..dei nostri rappresentanti non firmo, finchè non saremmo in grado di cambiare la classe politica conoscendoli sono sicuro che farebbero di tutto per aggirare l’ostacolo e riassegnarsi l’eventuale decurtazione subita con il referendum vedi finanziamento dei partiti e altri referendum che sono stati stravolti da questi saltimbanchi che da oltre 50 anni ci prendono per il culo nell’indifferenza totale del popolo bue.

  • Itaglia

    Da un quotidiano:
    I moduli per la raccolta firme, però, sono diventati il vero e proprio intoppo per questa iniziativa che interessa a molti cittadini.
    Tanti comuni d’Italia, infatti, lamentano la loro mancata consegna e non possono raccogliere le firme.
    «Abbiamo ricevuto un solo modulo a quattro facciate – ci ha spiegato un impiegato dell’ufficio anagrafe -. Abbiamo potuto raccogliere solo cinquanta firme. Ora sono giorni che l’abbiamo interrotta. Ci sono molti cittadini che vengono per firmare, ma purtroppo il comitato non ci invia i moduli. Il problema principale è che la raccolta può proseguire solo fino al 26 luglio perchè poi dobbiamo consegnare i moduli firmati».

    Dal comitato, però, non si hanno notizie sui moduli anche perchè il numero di telefono fornito risulta sempre fuori uso.
    Alcuni comuni si sarebbero attrezzati con moduli scaricati da internet, ma da Piazza del Popolo spiegano che sarebbero diversi da quelli inviati inizialmente dal comitato stesso.
    Ma il vero e proprio giallo, non riguarda tanto i moduli, quanto il referendum stesso.
    Mancherebbero, infatti, i tempi tecnici per depositare le firme che per legge non può avvenire un anno prima della scadenza di una delle due Camere. Di conseguenza le firme potrebbero essere depositate solo nel 2014. Questo aspetto sta facendo sorgere molti dubbi sulle reali intenzioni del comitato promotore, con un referendum che, a questo punto, non avrebbe più il sapore della battaglia anti-casta, quanto quello della mera pubblicità di Unione Popolare.

    Insomma, la solita buffonata all’italiana, firme che non servono a nulla tranne che per pubbliccizare Unione Popolare a pochi mesi dalle elezioni politiche.
    E la gente va a firmare senza nemmeno informarsi, ben sapendo che nell’anno prima delle elezioni nessun referendum può essere promosso.
    W l’itaglia, W gli itagliani, W Monti!

    • Gino

      Concordo.
      Chi raccoglie firme per referendum in questo periodo vuole solo farsi un indirizzario a spese dei Comuni.

    • Edmond Dantès

      Meno male che ci sei tu che con le tue proposte hai migliorato le sorti della nazione e della tua città…
      almeno loro hanno proposto qualcosa, ma non per questo li voterò.