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Contro le indennità ai parlamentari, firme a Spazio Comune

I cremonesi firmano contro le indennità ai parlamentari. Buono l’afflusso a Spazio Comune dei cittadini che sottoscrivono i moduli per chiedere un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261). A Cremona, come in tutti i comuni d’Italia, fino al 26 luglio, dato che il Comitato promotore dovrà presentare le firme entro il 31 luglio. Ne occorrono 500 mila firme. L’iniziativa, “snobbata” dai media, è stata lanciata da Unione popolare e ha avuto un notevole riscontro su internet e sui social forum. La Corte Costituzionale vaglierà l’ammissibilità delle firme. Il quesito referendario chiede l’abrogazione del solo articolo 2 della legge 1261, il seguente: “Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute e delle Commissioni”. Secondo le prime stime si otterrebbe un risparmio di circa 5 milioni di euro. Il taglio, infatti, eliminerebbe ai parlamentari italiani il rimborso non solo sulla diaria, ma anche sulle spese di soggiorno nella Capitale, una spesa che ammonta a circa 3500 euro al mese per ogni singolo parlamentare. Nonché l’abrogazione dell’esclusione dal divieto di cumulo con le indennità e non solo.

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