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Le "stagioni" di Vivaldi e Piazzolla al Festival di Casalmaggiore

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Tra gli ultimi appuntamenti di questo intenso «Casalmaggiore International Festival 2012» spicca l’evento che ci attende giovedì sera (26 luglio) nel Cortile di Palazzo Diotti (ore 21, 15). In programma le suggestive e tanto amate Quattro Stagioni da Il cimento dell’armonia e dell’invenzione op. 8 di Antonio Vivaldi accostate a Las cuatros Estaciones porteñas di Astor Piazzolla: composizioni assai note le une, meno le altre, volte a proporre due tradizioni musicali apparentemente lontane, sia geograficamente che temporalmente, ma in realtà caratterizzate da profonde analogie. Due secoli dividono i due autori che hanno rivoluzionato l’uno il concerto barocco, l’altro il tango argentino con rimandi al jazz e alla tradizione colta europea ma, da entrambe le raccolte, si sprigiona una medesima e assoluta vitalità, tale da rendere all’ascoltatore il senso di gioia ed entusiasmo che animò il musicista veneziano nel Settecento e il geniale argentino di origini pugliesi vissuto nel Ventesimo secolo. Due mondi vengono a riunirsi e a riproporre intatta la magia della laguna veneziana così come il clima degli ambienti del porto di Buenos Aires, quasi a presentare in forma sonora quella realtà che da sedici anni vivifica il luglio della cittadina casalasca dove troviamo in un medesimo luogo più di un centinaio di giovani artisti provenienti da ogni continente per confrontarsi e condividere la propria personalità e il proprio talento. Le «stagioni» hanno costituito sempre una fonte di ispirazione per tanti musicisti donando contestualmente agli esecutori la possibilità di esprimersi al meglio. Nella presente circostanza sarà cura dei violinisti Agnes Langer, Irina Borissova, Jan Bislin, Yena Lee e Dmitry Khakhalin renderci, filtrati dai propri talento e sensibilità, ora la poesia, ora il travolgente brio di tali capolavori nell’entusiasmante arrangiamento dei Mainzer Virtuosi. Vivaldi, con i concerti dedicati alle Stagioni, ha reso testimonianza del clima culturale della sua città utilizzando un linguaggio ardito per quel tempo; allo stesso modo ha agito Piazzolla servendosi di una danza temeraria definita tuttavia da lui stesso «luogo dell’anima». Per entrambi i modi di esprimersi è necessario slancio, capacità di coinvolgere l’ascoltatore, cura del colore e il talento per riuscire a fondere in un’alchimia di suoni esperienze diversissime. Sapranno i nostri giovani artisti ridonarci le emozioni insite in tali geniali composizioni? Viste le precedenti esibizioni concertistiche di queste settimane, ne siamo assolutamente certi.

Paola Cirani

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