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Taglio della Provincia, riunione tra cremaschi e vertice ampio a Lodi

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Si terrà martedì alle 17, presso la Sala Consiliare del comune di Crema, l’incontro dei sindaci del Cremasco, convocato dal sindaco Stefania Bonaldi, per ragionare su quanto sta succedendo a seguito dei provvedimenti governativi, tendenti alla riorganizzazione dell’architettura istituzionale dello stato e, nello specifico, delle conseguenze derivanti dalla perdita dell’autonomia della provincia di Cremona. Nel capoluogo l’idea è invece quella di procedere in modo unitario. Magari con un’assemblea di tutti i sindaci. Intanto, in mattinata, un vertice si è tenuto a Lodi. Presenti il presidente del consiglio provinciale di Cremona Carlalberto Ghidotti e i colleghi di Lodi e Pavia, oltre al direttore dell’Unione province lombarde Dario Rigamonti. Incontro di natura prevalentemente tecnica sui tagli del Governo. Non sono mancati riferimenti alle varie possibilità di accorpamento tra territori. Giudicata positivamente dal punto di vista numerico (con riferimento alle condizioni minime per popolazione ed estensione) l’unione Lodi-Cremona-Mantova. L’accorpamento Cremona-Lodi lascerebbe Mantova in situazione deficitaria. Una eventuale annessione di parte dell’attuale territorio provinciale cremonese all’area virgiliana per sopperire a questo problema potrebbe portare invece Lodi-Cremona in difetto. La situazione è complessa. Anche (e soprattutto) dal punto di vista della riorganizzazione delle funzioni. Lo ha sottolineato anche Ghidotti dopo il vertice. Molte le perplessità sul metodo con cui la squadra governativa ha impostato la sforbiciata sulle province e sui risultati a cui si dovrebbe arrivare (e proprio durante la riunione è giunta la notizia dello slittamento da fine agosto a fine dicembre del termine per il progetto di ridefinizione delle province in capo al Consiglio delle autonomie locali). Secondo il presidente del consiglio provinciale di Cremona il rischio è che non ci sia nessun risparmio: c’è la necessita di un lavoro analitico più accurato e più ampio. Emersa nel vertice anche la volontà di consultare i consigli provinciali, perché eletti.

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Commenti
  • elia

    prima di eliminare le province bisognava eliminare il prefetto figura supellettile ottocentesca che ha fatto il suo tempo