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E' fatta, la Provincia di Cremona è finita Ora alleanza con Lodi e Mantova per mantenere qui Questura e Uffici periferici dello Stato

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Prosegue la cura dimagrante per lo Stato e per la Provincia di Cremona, ora è davvero finita. La Camera ha infatti dato il via libera definitivo al decreto sulla spending review, contenente anche l’articolo relativo al riordino della province, che così diventa legge. Il provvedimento ha ricevuto 371 sì, 86 no e 22 astensioni. Presenti in 479, i votanti sono stati 457. In mattinata la Camera aveva votato la fiducia con 403 sì 86 no e 17 astenuti. Il riordino delle province sarà guidato da due criteri: dimensione territoriale non inferiore a 2500 chilometri quadrati, popolazione residente di almeno 350mila abitanti. Cremona andrà accorpata ad altre realtà ed è sempre più probabile che nasca la Grande Provincia del Po, con Lodi e Mantova poiché ormai è chiaro che sarà impossibile il frazionamento delle province attuali, con la cessione o l’acquisto di piccole parti di territorio (ad esempio Lodi che si prende il cremasco o Pizzighettone) e neppure la migrazione di province in altre regioni (Piacenza, ad esempio con Lodi o Cremona). I criteri di accorpamento saranno rigidi ed elaborati sulla base di alcuni parametri individuati dal governo e d’intesa con le Regioni. Verso metà di ottobre l’apposito decreto legge potrebbe già essere pronto. La nuova geografia delle province darà modo di riorganizzare perifericamente lo Stato: partendo da Prefetture e Questure che sono destinate a diminuire sulla base delle nuove province. Riorganizzazione anche per le agenzie fiscali: i Monopoli saranno accorpati con le Dogane e gli uffici del territorio con quelli delle entrate. Per i Comuni con meno di 5mila abitanti sarà obbligatorio gestire con altre realtà comunali il trasporto pubblico, il catasto e la raccolta rifiuti. Resteranno priorità di tutti i municipi, anche i più piccoli, le anagrafi e le funzioni elettorali.

Ovviamente le 106 prefetture e le 103 questure che oggi si collocano in quasi tutti i capoluoghi di provincia saranno ridotti con la nuova articolazione territoriale. Lo stesso accadrà per i Comandi dei Vigili del Fuoco, per le agenzie fiscali, per quelle del territorio e delle entrate.

Addio anche agli uffici giudiziari di minori dimensioni. Dunque per quello di Crema, tempo scaduto. L’accorpamento con Cremona è pressoché definitivo.

Ma cosa accadrà se Cremona si unirà con Lodi e Mantova nella Grande Provincia del Po? Quasi sicuramente la città del Torrazzo sarà il capoluogo della nuova provincia (“Capitale del Po” direbbe Fiorino Soldi) e riuscirebbe a conservare tutte le sedi principali degli uffici periferici dello Stato che avranno comunque dotazioni di organico e competenze molto più vaste rispetto al passato. Sia perché è il centro più grosso sia perché in posizione centrale rispetto ad un vasto territorio. Avrà sede qui l’Amministrazione provinciale (con sedi periferiche a Lodi e Mantova), l’Ufficio Scolastico, la Prefettura, la Questura, il Comando dei Vigili del Fuoco, l’Agenzia delle Entrate, i Comandi provinciali di carabinieri e Guardia di Finanza. Con la Provincia del Po il sud Lombardia (a cui mancherà solo Pavia) avrà una capacità di contrattazione molto forte rispetto alla Regione che finora ha dimenticato il profondo sud lombardo.

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Commenti
  • sandra

    Se andra’ veramente cosi’ ci sara’ davvero da ridere ! Voglio vederli i mantovani accettare cremona capoluogo! O i lodigiani venire a Cremona. O i cremaschi, i soncinesi, rinunciare a fare da baricentro della provincia! !! Sara’ un casino inimmaginabile.

  • cosa si fa x non mollare la poltrona del potere!

  • Roberto

    E’ un primo passo. Certo mi domando, perchè nessuno pensa alla soppressione delle Prefetture? Non pagano gli affitti dei palazzi dove vivono, sono a totale carico dello stato, hanno auto blu e stimenti stellari e cosa fanno? Permessi, sanzioni, presiedono “tavoli” dove a operare sono altri…è un retaggio del passato inutile. Basterebbe assegnare le competenze (e le risorse9 agli Enti Locali che farebbero molto meglio. La figura del prefetto, che ancora gode compiaciuto nel farsi chiamare Sua Eccellenza, tra tagli del nastro e cocktail pare anacronistico in tempi di crisi e sacrifici…