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Autostrada, in 5 in gara: enti locali non conteranno più

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Società italiane, ma anche francesi e forse spagnole in gara per ottenere la concessione per la gestione dell’autostrada A21, Piacenza-Cremona-Brescia. Dunque non ci sono solo le società di Gavio a contendersi la concessione e l’eccessivo ottimismo mostrato dal presidente della Provincia Massimiliano Salini che aveva puntato tutto su questa soluzione, rischia di essere controproducente. Quel che appare certo è che l’autostrada uscirà definitivamente dalle competenze degli enti locali, cremonesi, piacentini e bresciani. Un gravissimo errore strategico è stato non accettare l’offerta di partneship del fondo privato austrialiano che avrebbe lasciato a Centropadane la gestione completa dell’opera. La scelta di sposare un solo operatore autostradale (Gavio) ci ha posto ora nella condizione di essere assolutamente marginali nelle scelte.  Certamente Gavio si è già impegnato con un contratto scritto con Centropadane a riservare alla società emanazione dei tre territori un ruolo di minoranza nella gestione della tratta ma tutto quanto è ancora da decidere e Gavio è solo uno dei cinque partecipanti alla gara. Ecco quello che recita il comunicato dell’Anas giunto nel pomeriggio di oggi. “In riferimento ad alcune notizie errate apparse sulla stampa negli ultimi giorni, l’Anas S.p.A. precisa che sono 5 le domande di partecipazione pervenute per la procedura ristretta di affidamento in concessione delle attività di gestione e manutenzione dell’autostrada A21 Piacenza-Cremona-Brescia e della diramazione per Fiorenzuola d`Arda (Piacenza). Al momento è in corso la nomina della commissione interna dell’Anas per la verifica della sussistenza dei requisiti dei candidati, ai fini dell’ammissione alla successiva fase concorsuale. Il bando di gara relativo alla concessione, per un importo complessivo degli investimenti di 683 milioni di euro, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 13 giugno 2012 e il termine per la presentazione delle domande di partecipazione è scaduto alle ore 12.00 dello scorso lunedì 6 agosto 2012. Oggetto della concessione è la gestione di un tratto di autostrada A21 lungo 88,6 km, che comprende il completamento della realizzazione di tutti gli interventi previsti nella precedente concessione sottoscritta con la Società Autostrade Centro Padane S.p.A.”. Niente di più. Nessun accenno ai concorrenti ma solo il numero: 5. Alla faccia di chi voleva (e si augurava) concorresse solo Gavio o di chi (come Dario Balotta di Legambiente) aveva adombrato la possibilità che l’asta andasse deserta.  Certamente il personale della società Centropadane non ha nulla da temere, chi vincerà la gara si farà carico di tutti i lavoratori. Qualche dubbio in più c’è invece sulle opere che Centropadane aveva in progetto: il terzo ponte sul Po e la Cremona-Mantova. Si realizzeranno lo stesso – come prevede la gara – ma i tempi saranno sicuramente allungati. E i privati investiranno successivamente solo dove ci sarà il business, non le esigenze del territorio.

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Commenti
  • Augusto

    La scelta del Sindaco Perri di riconfermare il Presidente di Centropadane Galli (quota PD), non era nell’ottica della gara sulla nuova concessione a cui Centropadane doveva concorrere?
    Bene, il risultato è che Centropadane è fuori dai giochi e il capitale (cioè soldi dei cittadini) che il Comune ha nella società non varrà più nulla!
    Ennesima figuraccia di un Sindaco costretto (per modo di dire) a subire le scelte dell’inciucio PDL/Pd fatto per fargli vincere le elezioni contro Corada.
    Chi sbaglia paga, Perri a casa subito!

    • Quaqquaraqquà

      Quotidiano cartaceo locale: “A21, Gavio corre da solo. Pizzetti rivela: quel no agli stranieri in A21”. Sempre Pizzetti: “sembra che in modo corretto e senza ombre sia stato tutto predisposto per andare nella direzione di Gavio”. Quindi traduco l’abbaglio, o i 4 concorrenti sono farlocchi o la cosiddetta politica locale (Pizzetti, Salini e l’asse inciucione) è totalmente lontana dalla realtà. La morale è che questo territorio deve liberarsi dai lacci che lo soffocano per l’interesse di pochi.