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Chiudono le botteghe storiche, sostituite da finti negozi-distributori di bibite Gli ultimi due su corso Mazzini

macc

Foto Francesco Sessa

E’ ormai invasione delle macchinette distributrici di caffè, bibite e persino cibi caldi. In città il numero sta crescendo a vista d’occhio in centro storico, con un pessimo effetto anche visivo, a dimostrazione del degrado in cui va incontro quello che era considerato il cuore della città. L’ultima apertura addirittura in corso Mazzini, cento metri da piazza Duomo, in quello che era un negozio di intimo, poco oltre la farmacia d’angolo con via Mercatello. Corso Mazzini, una strada splendida, dove un tempo vi erano i negozi di Saronni, Lord John e Reggiani – élite del commercio cittadino – sulla quale si apre questa “camera caffè” che – come accade in altre parti cittadine – diventerà un bivacco notturno con la scusa del prendere bibite. Proprio di fronte al bar Dolomiti. Ma chi rilascia queste licenze? Dov’è finito il controllo sul decoro del centro? Il Comune – come sempre – se ne lava le mani permettendo che la chiusura di negozi storici venga “surrogata” da questi “corner dispenser”. Così un altro – di un distributore concorrente – aprirà a cinquanta metri da questo, all’altezza delle due colonne, sempre in corso Mazzini. Uno di color nero, l’altro giallo. Tra gli altri, due hanno aperto in corso Garibaldi, un altro in piazza Marconi (angolo via Monteverdi), uno in via Ghinaglia, uno in piazza 4 novembre e uno in corso Vittorio Emanuele. Altri ancora sono previsti in prima periferia. E’ questa la ricetta del Comune contro la chiusura dei negozi? Sostituirli con distributori automatici?

ALCUNI DISTRIBUTORI PRESENTI IN CITTA’ O PROSSIMI ALL’APERTURA (foto Francesco Sessa)

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Commenti
  • giudy corliano

    …………………che schifo……………………………..

    • Edmond Dantès

      scusa, ma non concordo! perchè sono un insulto allo schifo! (ridiamo per non piangere)

  • Gigetto

    Non vedo che problema sia.
    E’ un’attività legale che da lavoro e che se la gente la usa ci sarà un motivo.
    Se la gente non li usasse questi distributori chiuderebbero alla svelta.
    C’è la libertà di prendere il caffe o il gelato seduti comodi ai tavolini scambiando quattro chiacchere (pagando il servizio e la comodità) o bere il caffè nel bicchierino di plastica in piedi.
    Non vedo di che scandalizzarsi. E’ una cosa normale che non deturpa niente di che.
    I maleducati che sporcano in giro ci sono dappertutto. Non è certo colpa delle macchinette!

  • dan

    a chi danno lavoro?non mi sembra ci sia del personale?o consideriamo dare lavoro a chi le rifornisce?

    • Gigetto

      Non mi sembra che si riempiono da sole per magia!!! Sono ditte che hanno dipendenti e che pagano le tasse (spero) così come gli esercizi commerciali.
      Danno lavoro anche alle ditte produttrici di tutto quello che c’è in vendita. E queste ditte sono tutte italiane. Così come italiane sono le ditte produttrici dei distributori (+ manutenzione e pezzi di ricambio).

  • nicola tibaldi

    A mio avviso, al di là del legale o no, è deprimente come un comune (Cremona) città d’arte, lasci andare in centro in questo modo e non tuteli i suoi interessi di luogo turistico. Se in centro ci sono negozi rinomati, è logico che oltre a chiese, musei, la città si nutre di turisti; ne va a vantaggio tutto il centro, dal bar, al ristorante al negozio d’abbigliamento, e quant’altro. Nello stesso tempo anche il comune ha un rientro; i piccoli commercianti, pagando tasse, imu e tutti i derivati vari danno da mangiare al comune. Ovvio che queste macchinette, danno da mangiare si ma a quelli che le istallano, un circolo vizioso del solito magnate di turno, così come un centro commerciale. Oltre allo squallore estetico un’altra perdita per i cari amministratori di Cremona.

    • Gigetto

      Esiste il regolamento “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione commerciale e turistica del centro storico.” con delibera del consiglio comunale n°62 del 2004 che esclude attività commerciali ritenute incompatibili con il centro storico.
      Esiste la libera concorrenza.
      Le tasse al comune le pagano anche questi nuovi negozi.
      I proprietari degli immobili pagano le tasse.
      Piuttosto che vedere desolanti negozi vuoti e sporchi con “AFFITTASI”/”VENDESI” ben vengano attività.
      Non ci vedo dietro nessun “magnate di turno”.
      Da anni esistono in ospedali, cliniche e luoghi di lavoro senza aver destabilizzato niente.
      No a sale giochi e massaggi orientali. Quelli si che sono squallidi!!

      • Verità

        Peccato che con la liberalizzazione quella delibera e’ decaduta.

        • Gigetto

          La delibera è ancora valida e riguarda:
          – Vendita e riparazione di elettrodomestici ingombranti (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e simili) con superficie di vendita superiore ai 250 mq
          – Stoccaggio e vendita di rottami e materiali di recupero
          – Esposizione e vendita di autoveicoli
          – Esposizione di imbarcazioni
          – Esposizione e vendita di macchine e attrezzature per l’agricoltura
          – Vendita di pneumatici
          – Vendita di combustibili solidi e liquidi, gas in bombole e simili
          – Vendita di materiali edili
          – Depositi e magazzini di merci all’ingrosso
          – Officine meccaniche, carrozzerie, elettrauto
          – Materiali da costruzione e legnami
          – Lavanderie industriali. Sono invece ammesse lavanderie artigianali e ad acqua
          – Impianti di autolavaggio
          – Discoteche
          – Phone centers
          – Ogni attività, di vendita o di produzione, che, emettendo fumi, odori o rumori molesti, sia ritenuta inammissibile nel centro, a giudizio dell’Amministrazione, anche se siano rispettati i limiti di legge. Sono comunque consentiti, purchè nel rispetto dei requisiti di legge: forni a legna per produzione pizza, forni di panificazione, pescherie, gastronomie e simili.
          Nel 2004 non esistevano questi negozi.
          I negozi delle società telefoniche certo non sono adatti al nostro centro storico ma nessuno dice niente.
          Per l’ordine pubblico e la sporcizia non ho sentito di problemi nelle vicinanze degli altri distributori.
          Piazza della Pace è frequentata da molte persone e li invece i problemi ci sono. Ma di macchinette li non ce ne sono!

  • Fabrizio

    Chieso scusa a tutti, ma visto che giro un pò per le nostre città, anche d’arte, noto che queste “attività” sono ovunque. Mi sono state utilissime qualche anno fa per acquistare del latte( in pieno centro storico in una splendida città umbra). Ad oggi, non mi vergogno perchè essendo un semplice lavoratore dipendente-pubblico- lo stipendio è misero, una bottiglietta da 1/5 l. la pago 0,5 Euro contro, se va bene, l’uno del bar ( e ti guardano male perchè l’incasso è piccolo e temono che magari gli chiedi anche le chiavi del bagno). Ci sono anche i cibi cotti da scaldare, che è la stessa “roba” che si mangia in tanti locali-bar- ecc. di Cremona, ma che paghi di più. So anch’io che è meglio mangiare bene, nostrano ecc.., ma chi me li dà 54 Euro/kg. ( x4 che siamo in famiglia) per mangiarci una fiorentina fatta come Dio comanda?

  • Poldo

    “E’ questa la ricetta del Comune contro la chiusura dei negozi? Sostituirli con distributori automatici?” E cosa deve fare il buon Oreste: aprire una salumeria e mettersi dietro al bancone ?….

    • Gianni

      guarda che il comune ha tutti gli strumenti per evitare che si moltiplichino…oppure vabene solo quando le amministrazioni bloccano le aperture dei kebabbari?

      • Poldo

        La domanda riguarda la chiusura dei negozi, lasciamo i locali vuoti, allora.

        • Gianni

          no, riempiamo il centro macchinette automatiche

  • LAGNE DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!
    Questa volta per me http://www.cremonaoggi.it sbaglia, e clamorosamente: che c’entra il Comune se i negozi storici chiudono, se al loro posto avanzano i barbari, no, non si deve dire, le macchinette automatiche?
    In pieno clima di libertà, a cliente automatico negozio automatico!

    Cremona 11 08 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • piuttosto di vetrine vuote e sporche con interni altrettanto vuoti e spoechi,come ce ne sono parecchi in città,meglio sti”negozi”che almeno riempiono i vuoti e sono puliti,visto che vengono passati da un impresa tutti i giorni!

  • olga

    povera cremona

    • e che ti aspettavi?i miracoli?i politici son tutti uguali!promesse su promesse e alla fine pochi fatti!se invece di perri c era qualcuno di sinistra,pensi che le cose per cremona fossero cambiate?ho i miei dubbi..qui destra e sinistra non contano piu..ci vogliono uomini con le palle e che conoscano i problemi della gente!

  • Agata

    In campagna elettorale non si prometteva di cambiare questa città che sta morendo e scomparendo per colpa degli errori politici del passato?
    In 3 anni le cose sono solo peggiorate, il Pdl con l’UDC in Comune cosa ci stanno a fare? Perri? Non pervenuto.
    Tante parole, tante promesse, tante urla quando eravate all’opposizione e la medicina è la stessa della sinistra.
    Avete FALLITO! E tra 2 anni a casa!

    • Giovanni Baldesio

      Detto che per me la Giunta deve solo vergognarsi per quello che fa quotidianamente, che fa bene solo quando non fa e che peggio di questa giunta che non si sa bene neanche di che colore sia tolta la componente OpusDei, CieLLe ci sono sole le altre e tante anche!, ma solo perche’ io detesto i comunisti, i postcomunisti, i finticomunisti e anche gli altri travestiti ma sotto sotto comunisti, e perche’ hanno INIZIATO la distruzione senza ritorno, va riconoscito che dopo che per vent’anni un organo amministrativo (o di governo? mai capito!) ha fatto incetta di letame e lo ha accantonato per bene, cambiare attivita’ da materiali per concimi a rivendita di Nutella (TM) e’ molto difficile.

      Va anche detto che mi aspettavo che, da sportivo vecchi tempi, il Perri, fuori dal gioco in modo definitivo e senza possibilita’ di rientro, lasciasse. Riconoscere che il problema e’ piu’ grande di noi, che non gliela si fa e’ un gesto di grandezza.

    • Poldo

      A casa se lo vorranno gli elettori…
      La prossima lista vincente?
      Merlino, Nocciola, Silvan, D. Copperfield, Houdini, Il Fachiro Mangiaspade e la Donna Barbuta (per le quote rosa)

      • uh,io questi li voto POLDO!
        mi danno fiducia..piu di bersani,grillo,vendola e di pietro!ahahhaah

      • Giovanni Baldesio

        i votanti, prego!
        Ci sono gli elettori che sono un tot, diciamo 30000 a Cremona.
        Va a votare, diciamo il 70% degli aventi diritto, dunque i votanti, quelli cittati da Lei sono SOLO 21000.
        Nessuno si e’ mai chiesto perche’ la gente non vada a votare. Dicono sono i vecchi, con quella sufficienza e compassione che si puo’ avere per chi non fa il proprio dovere (dovere? ROTFL) e invece all’Ospizio votano tutti, Hanno anche il seggio volante, che insomma… vota lo sfortunato parkinsoniano con una croce che sembra fatta col righello. C’e’ gente alletata che vorrebbe scappare, loro la vita grama e le sofferenze le conoscono, e invece VOTA! (senso di vergogna)
        Dei 21000 VOTANTI, ripeto, VOTANTI, un 5% son schede bianche, che son poche ma la gente e’ sempre malfidente ed essendo italiani si sa che e’ facile con un pezzo di matita copiativa, ZAC, un voto! e un 7% di schede nulle che si fan passare per ignoranti, che non sanno votare, e invece sono parolacce e consigli sull’attivita’ sessuale dei candidati.
        Dei 21000 togliamo 1000 bianche (approssimo, neh) e 1500 nulle (ho aumentato le nulle con le parolacce mi piacciono, e’ stata la mia attivita’ prima che smettessi!)
        Quelli che vogliono partecipare alla democrazia sono rimasti in 18500.
        E questi?
        Si dividono in due classi:
        -uno scaglione di 10000 persone vota in modo casuale, per la legge dei grandi numeri meta’ va al centrodestra, meta’ al centrosinistra con una spolveratina di voti persi ai partiti minori, ma roba di poco conto.
        -gli altri 8500 sono invece i voti che fanno vincere una fazione o l’altra. Questi sono i voti, interessanti e per caRpirli bisogna offrire qualcosa: all’imprenditore un contratto, al professionista una consulenza, ad una famiglia numerosa posti di lavoro per i figli… e’ tutto un dare e avere. Promettere, ma poi mantenere, altrimenti son guai, tipo non si viene rieletti.
        Alla fine delle elezioni una fazione ha il 48% dei voti, ha vinto, l’altra il 42% e i partitucoli si dividono il 10%.
        Vediamo i voti:
        chi vince ha il consenso di 8880 elettori
        chi perde ha il rammarico e el speranza infrante di 7770 elettori
        e chi vivacchia cercando di gestire la clientela per un futuro migliore 1850 elettori.

        Questo e’ confermato da un caso nostrano oggetto di studi scientifici approfonditi da tutto il mondo: un noto consigliere comunale, in Consiglio per non so quanti anni aveva la disponibilita’ sicura di un migliaio di voti, quelli della bilancia, quelli che han fatto vincere il centrosinistra prima e il centrodestra poi.
        La marchetta e’ costata un assessorato alla giunta e un sacco (eh, peggio di Alarico!) alla citta’, ma insomma il senso e’ quello. 1000 voti. chi garantisce 1000 voti a Cremona comanda Cremona.

  • Paolo Mantovani

    Al pari degli sportelli bancari, non rendono certo il centro più attrattivo. Purtroppo però sono attività commerciali come le altre e l’amministrazione non ha armi per impedirne l’apertura. Dovrebbero varare un regolamento apposito come è stato fatto per i kebab. Ma credo che l’evoluzione sia stata così rapida che li abbia colti in contropiede.
    Oltretutto creano problemi anche di ordine pubblico. Essendo aperti 24 h, durante la notte si formano capannelli di persone che utilizzano i distributori, parlano/urlano, lasciano bottiglie e bicchieri ovunque. In piazza Pace è una situazione che vivono da tempo.

    • sono d accordo con lei,tranne che sul fagtto che possano creare problemi di ordine pubblico in una piazza dove l ordine pubblico..non esiste!
      passo tutte le domeniche in piazza della pace,e le uniche cose che vedo sparse in giro sono bottiglie di vetro di ceres o becks,intere o rotte e bicchieri,sempre in vetro dei locali della piazza!come vede l ordine pubblico dovrebbe essere garantito per primo dagli esercenti che danno bottiglie e bicchieri in vetro che poi si trovano sparsi ovunque!

      • Paolo Mantovani

        So che gli esercenti di piazza Pace si impegnano a raccogliere poi bottiglie e bicchieri. Il problema è che quando i bar chiudono, gli avventori si trasferiscono a questi distributori e continuano…

  • Toropazzo

    A balde…. Guarda che dopo le prime 3 righe sui blog nessuno legge più alcunché! Sintesi please…. sintesi!

    • Edmond Dantès

      iga del bon! BALDESIO SINTETIZZA!

  • Stefano

    Finchè gli affitti dei negozi nel “quadrilatero” cremonese (mercatello, solferino, largo boccaccino, mazzini) saranno al pari di Milano (si arriva oltre i 50 euro al metro quadro mensili – avete presente il nuovo negozio di abbigliamento che ha preso il posto di quello di abbigliamento per bambini? 1400 euro al mese per 25 mq) non c’è futuro. Al massimo si potrebbe arrivare a 30 euro al mq mensili, non di più. Altrimenti viene meno la competitività dei negozi.

  • Paolo

    Be bravo perche l’acqua non te la porti da casa cosi la paghi ancora di meno e non ti fai pure un panino a casa
    Complimenti goditi la tua bottiglia in piedi senza nemmeno un minimo di servizio
    Bella vita