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Unione tra Province: Mantova vuole 'raddoppiare' gli abitanti per 'soffiarci' il ruolo di capoluogo, la questura e gli uffici statali

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Sopra, le vedute delle due città che si contengono il titolo di capoluogo e la prima pagina con l’articolo sull’ultima edizione della Gazzetta di Mantova

A Mantova hanno cominciato la mobilitazione per ‘soffiarci’ il ruolo di capoluogo, la questura, i comandi provinciali e le sedi centrali di uffici pubblici in vista dell’unione tra i due territori nell’ambito della spending review. Sia nell’ottica di una grande Provincia del Po con l’area virgiliana e quella lodigiana, che del matrimonio con il solo territorio mantovano, Cremona, alle condizioni di oggi, diventerebbe infatti capoluogo perché risulterebbe la città più popolosa. Per di più in posizione centrale nell’ipotesi più praticabile, quella della ‘fusione’ Lo-Cr-Mn (che tuttavia non entusiasma il presidente della Provincia di Mantova Pastacci). Riuscirebbe a conservare tutte le strutture principali degli organismi dello Stato, con dotazioni di organico e competenze molto più vaste rispetto al passato. Avrebbero sede qui con tutta probabilità l’amministrazione provinciale, l’ufficio scolastico, la prefettura, la questura, il comando dei vigili del fuoco, l’agenzia delle entrate, i comandi provinciali di carabinieri e guardia di finanza (valutazioni più dettagliate spetteranno poi al Governo). Presidi territoriali, invece, sono destinati a Lodi e a Mantova. Una situazione, questa, che non piace nel Mantovano, e che viene considerata una sorta di ridimensionamento: per avere lo status di capoluogo e ribaltare la situazione si sta muovendo la politica; un comitato ad hoc è stato formato dal gruppo del Pdl e l’ultima idea, confermata alla Gazzetta di Mantova dal presidente del consiglio comunale virgiliano Giuliano Longfils, punta a coinvolgere i Comuni limitrofi per una “Mantova grande” da oltre 108mila abitanti (contro i 49mila attuali e i 72mila di Cremona). Il progetto in elaborazione (ancora non è stato definito il tutto) è l’unificazione con i paesi confinanti, partendo dai servizi. Il tempo a disposizione non è molto e riuscirci non è facile (per qualcuno è addirittura un piano impossibile da mettere in atto) ma da quelle parti hanno intenzione di provarci con decisione.

Michele Ferro

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Commenti
  • olga

    che furbacchioni…

    • Pidiota

      La madonna, allora ho vinto una scommessa da mille euro! Mantova è molto meglio di Cremona sotto tutti gli aspetti, più vivace, più bella, più potente, più tutto. E poi dove sono i Gonzaga a Cremona?

  • Stefano

    Ma chi vuole i mantovani! Basta che Cremona si metta con Lodi e superiamo sia i requisiti di superficie sia i requisiti di abitanti. Poi Mantova sarebbe troppo decentrata. Un’idea folle.

  • Pino

    Questo ci fa capire la convenienza economica che ha la gestione della provincia! Ancora una volta alla faccia di noi cittadini…
    Amministratori che fanno carte false, elaborano teorie a dir poco fantasiose pur di avere la fetta di questa grassa torta!!!

  • Gigi

    Ecco la gran pensata degli amici virgiliani

  • danilo

    Chiunque conosca Mantova sa che non è possibile alcuna forma di collaborazione tra le due città, figurarsi mettere insieme due province !!!!!!!
    I calcolucci dei politici cremonesi si sbriciolano di fronte agli atteggiamenti mantovani. E questo sarebbe solo l’inizio.
    Siamo pronti ad ingoiare rospi, a stare peggio di come stiamo , a contare molto ma molto meno in regione, a perdere quel briciolo di autonomia e di dignità che ancora ci rimane per il fatto di essere provincia e di avere Cremona come capoluogo ?
    Se proseguiamo con Mantova prepariamoci perchè avverrà tutto questo.
    Finchè siamo in tempo prendiamo altre strade!!!!!!
    E poi non si dica che nessuno l’aveva detto.

    • Stefano

      Hai ragione. Cremona + Lodi. Finisce qui. Che i mantovani se ne vadano con BS.

  • G

    Io purtroppo l’avevo già detto, sapendo che da anni i Mantovani vogliono creare la grande Mantova…. Ed era una preoccupazione che ora forse e’realta…
    Se creano questa grande Mantova saremmo fregati nel caso dell’unione delle tre provincie, anche se penso che a Lodi non starebbe bene avere come capoluogo Mantova, e penso che preferiscano Cremona piuttosto…
    Pero pensandoci, sarebbe un idea non stupida, e realizzabile quanto l’idea mantovana, quella di creare la GRANDE CREMONA, unendoci con spinadesco, sesto ed uniti, castelverde, pozzaglio, persico dosimo, gadesco Pieve delmona, malagnino, bonemerse, bosco ex parmigiano, e sopratutto castelvetro piacentino (il piu popoloso e con grandi rapporti con Cremona), facendo quattro calcoli dovremmo riuscire a superare o equivalere i 108mila abitanti dell idea mantovana. Sarebbe lo stesso tipo di iniziativa, unendoci quindi con tutti i nostri comuni confinanti…
    Puo’sembrare un idea difficile da realizzare, ma penso che possa essere la stessa difficoltà di Mantova ad unirsi con i comuni limitrofi…

    Creiamo anche noi la grande Cremona!!!!!
    Così avremmo anche piu importanza nei confronti delle provincie e citta intorno a noi…!!!

    • Stefano

      Se aggiungiamo Monticello d’Ongina arriviamo sui 105mila abitanti! Ottima idea per contrastare i mantovani!

    • Stefano

      E con Sospiro superiamo i 108mila abitanti. 🙂

      • G

        Ottima idea la tua, anche perché in effetti Monticelli e’confinante con Cremona, anche se ha un po’ meno di rapporti con noi (pero’ gli studenti delle superiori ad esempio, vengono a Cremona non a Piacenza), ma la vedo dura che i piacentini ci lascino castelvetro e Monticelli, ma se supponiamo che possa essere così, l’ideale come hai accennato e’unire anche sospiro, paese con grandi rapporti con Cremona, e anche vescovato, sempre per lo stesso motivo, sono entrambi due paesi popolosi e in ottima crescita quasi al pari di castelverde o persichello, anche se rispetto a questi ultimi distano solo due o tre km in piu dal capoluogo. Quindi, ipotizzando di unire tutti i nostri comuni limitrofi, inclusi Monticelli, castelvetro, sospiro e vescovato arriveremmo alla bellezza di 111.350 mila abitanti… Sempre che mantova non includa, per farci concorrenza, comuni non confinanti come castellucchio, marmirolo o bagnolo San Vito….:(

        • Stefano

          Mi chiedo perchè cremonaoggi non dia risalto mediatico a questo contro-iniziativa. 🙂

          • g

            Giustissimo…!!! Chiediamo a CremonaOggi di creare un articolo che parli di questa proposta….
            UNIAMOCI PER LA GRANDE CREMONA…!!!
            Non più una città di 72mila abitanti ma di 111 mila.!!!!!!!!!!!!

  • io andrei con amsterdam san francisco..si può?

  • mario

    Virgilio ( Publius Vergilius Maro , tanto per confonderci) scrisse :
    Mantua me geniut Cremona me docuit.
    Ma erano altri tempi.
    Che Mantova moderna sia superiore a Cremona lo si deduce dalle manifestazioni culturali di valore e risonanza mondiale.
    I pochi che a Cremona sono in grado di fare qualcosa hanno le ali tarpate dai limiti ambientali che tutti conosciamo.
    E’ meglio non agitarsi troppo : potremmo avere solo vantaggi.

  • danilo

    Secondo me non è questione di superiorità di una città rispetto all’altra.
    Il problema sono gli obiettivi diversi, i diversi modi di interpretare il territorio , la mentalità degli amministratori, degli imprenditori, persino dei semplici cittadini. I 65 chilometri tra Cremona e Mantova sono pochi da un punto di vista geografico,ma sono una immensità incolmabile da un punto di vista culturale e politico.
    Cercare oggi l’unione delle province di Cremona e Mantova significa non capire che Cremona, già profondo sud della Lombardia , si candida a diventare ulteriormente profondo sud della provincia di Cremona e Mantova.
    Mentre il baricentro economico e politico di Cremona andrebbe sollevato, portandolo quanto più vicino possibile verso la capitale economica,finanziaria e culturale d’Italia, cioè Milano, con questa aggregazione si andrebbe in senso esattamente inverso.
    Perchè è chiaro che sarebbero i mantovani a mantanere un rapporto privilegiato e vincente con il capoluogo regionale, relegando i cremonesi al ruolo di comprimari senza voce in capitolo e senza potere decisionale.
    Questo ragionamento sarebbe capovolto se effettivamente il fiume Po fosse stato valorizzato economicamente , cioè se fosse stato bacinizzato e reso idoneo alla navigazione fluviale in ogni periodo dell’anno, creando un asse mercantile straordinario e un’area rivierasca commercialmente forte.
    Ma così non è stato e così, per ragioni che alla maggior parte di noi sfuggono, non sarà.
    Non avendo comunanza d’interessi, se non una certa vicinanza geografica, è ovvio che i rapporti tra le due città siano quasi inesistenti , per non dire quasi conflittuali.
    Se dovessimo davvero percorrere l’iter per diventare un’unica entità provinciale i mantovani avrebbero mille motivazioni in più per aspirare ad essere il capoluogo. E, obiettivamente , non si potrebbe dar loro torto.
    Per questo dico che mentre i nostri politici fanno i conti con il pallottoliere, a Mantova le valutazioni le fanno diversamente .Ripeto : e come dar loro torto ?
    Però attenzione, perchè se una città come Cremona ha ancora un minimo di appeal lo deve a tre fattori : le acciaierie Arvedi , la Gennaro Auricchio,essere capoluogo di provincia.
    Perso quest’ultimo status probabilmente perderemmo anche gli altri due fattori.
    E’ davvero lì che vogliamo arrivare ?

  • PROVINCE E TRIBUNALI
    Il Professore non è bocconiano come parrebbe, sempre che bocconiano abbia ancora la fama di un tempo: ridurre i doppioni, quando si deve risparmiare, è indispensabile, ma senza creare casini di altro tipo.
    Ci fosse un Giudice di pace a Castelverde, la popolazione intera si solleverebbe per dimostrarne, minimo, la necessità, in caso di proposta di accorpamento a Cremona; ma è fuori d’ogni dubbio che qui o là, i Giudici devono avere un Palazzo.
    Ma le Province? Che senso ha una riduzione, quando comuni e regioni ne prendono tranquillamente il posto? Per arrivare comunque tra un po’ di tempo all’abolizione completa, che vuol dire fare due volte il lavoro.
    E scatenare nel frattempo le rivalità, nessun capoluogo ha piacere a diventare ex, e immagino in tutta Italia le furbate che a Cremona attribuiamo a Mantova.

    Cremona 17 08 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Andrea

    Lodi, Mantova, Grande Cremona, tutte pinzillacchere. Piaccia o no aveva ragione il sindaco Corsini quando disse che Cremona non era altro che un popoloso comune della provincia di Brescia. Mentre i “citadeen” discutono se è meglio andare verso i virgiliani o i meneghini, c’è tutta una fascia della prossima defunta provincia che va da Soncino fino a Ostiano che è economicamente e culturalmente legata alla Leonessa, e alla quale frega niente di Mantova o Lodi. Senza dimenticare il cremasco che se potesse metterebbe una bomba sotto il torrazzo. Sbaglierò, ma penso che per Cremona sia l’inizio, o meglio la continuazione, della fine.