Cronaca
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Caos multe, parla l'ex assessore di Perri: "Il sindaco non sapeva? E' assurdo"

Sopra, Zagni e Perri

Prima il numero minimo di multe negli obiettivi dati ai vigili. Poi sindaco, giunta e direttore generale che dicono di non essere mai stati a conoscenza della cosa. Infine la retromarcia del Comune. Alessandro Zagni, assessore alla sicurezza e alla Polizia municipale della giunta Perri fino alle dimissioni legate al progressivo passaggio del suo partito, la Lega, all’opposizione, che idea si è fatto sulla vicenda?

“Gli obiettivi dati ai vigili, ovvero quello che il comandante tramuta in direttive da dare agli uomini, si concordano sulla base di obiettivi politici con il politico di riferimento. Il primo cittadino (che ha la delega alla Polizia municipale, ndr) ha invece detto di non sapere. Quindi delle due l’una: o il sindaco Perri non sta facendo l’assessore alla sicurezza, e in questo caso il Comune non ha un indirizzo politico chiaro sulla sicurezza. Oppure, in realtà, il sindaco o la giunta hanno dato l’indicazione di tartassare i cremonesi con un obiettivo minimo sulle multe, e quando la cosa è stata scoperta hanno fatto finta di non sapere. Credo più a questa seconda affermazione, perché quando saltano fuori problemi legati proprio alla sicurezza, sistematicamente si tende a scaricare la colpa sulla Polizia municipale e sui suoi vertici. Tra l’altro, oggi c’è lo stesso comandante con il quale quando ero all’assessorato eravamo presi ad esempio in importanti incontri sulla sicurezza urbana. Veniva invitato a condividere la nostra esperienza contro l’inciviltà (attraverso la squadra antidegrado). Al convegno nazionale di Riccione, Cremona era menzionata per tutte le attività di contrasto. Ora, evidentemente, queste cose sembrano passate in secondo piano perché la regia politica vuole fare cassa”.

Il sindaco ha però detto di non sapere nulla. E lo ha fatto attraverso una nota ufficiale.

“Il sindaco non sapeva? E’ ancora più grave, significa che non sta esercitando le sue funzioni. E’ assurdo, è gravissimo che un primo cittadino trascuri deleghe come quelle alla sicurezza e alla Polizia municipale, così delicate. Quando si definivano gli obiettivi del comando e poi di tutto il corpo, venivano concordati tra me e il comandante. Poi il comandante elaborava le schede di valutazione. Non solo le vedevo, ma ne discutevamo. Qui il sindaco si è dimenticato di fare un passaggio politico, dicendo chiaramente al comandante a cosa l’amministrazione sta puntando. Perché lo stesso comandante se prima, con me, teneva conto di altri criteri, adesso si è messo a fare schede con un numero minimo di multe? Qualcuno gli avrà detto e permesso di cambiare e di interessarsi alle multe”.

Lei non ci ha mai pensato al numero minimo di multe? Il Comune dice che non ci sarebbe comunque stato alcun intento vessatorio.

“Assolutamente no, non ci ho mai pensato. Gli obiettivi che mi ero dato puntavano a far percepire le molteplici attività della Polizia municipale. Fare valutazioni con le sanzioni vuol dire sminuire il lavoro e fa percepire male l’operato dei vigili. E poi è chiaro che se un vigile viene valutato in base alle multe sarà costretto a farle queste multe, ascoltando meno i cittadini, cosa che prima veniva valorizzata. Tutto il lavoro che avevamo fatto per far capire il nuovo ruolo della polizia locale sulla sicurezza urbana è stato mandato a monte con un’impostazione vecchio stampo. La stessa impostazione che il centrodestra, quando era all’opposizione, criticava al centrosinistra. Questo dimostra che l’unica forza di maggioranza davvero interessata alla sicurezza urbana e al contrasto al degrado era la Lega”.

In generale come vede le deleghe alla sicurezza e alla Polizia municipale dopo il passaggio di mano?

“Perri non le ha mantenute in modo adeguato fino a questo momento. Si è creato scoramento e sono i cittadini a pagarne le conseguenze. Quando ero assessore alla sicurezza venivamo personalmente ringraziati dai cittadini del quartiere Cambonino, dello Zaist e della zona del Parco Sartori, per esempio, per le nostre operazioni di controllo e per la presenza. Quando la giunta è andata recentemente a Parco Sartori non è accaduto lo stesso. Prima di tutto sono stati i cittadini ad avere valutato negativamente l’attuale situazione. O il sindaco si impegna sulla questione sicurezza-vigili o è meglio che trovi qualcun altro per la delega. Anche se, ripeto, credo che non sia un problema di scarsa presenza del sindaco ma di indirizzo politico. La Lega organizzava la Polizia municipale in un modo, altri solo per fare multe”.

Michele Ferro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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