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Rivoltella, fucile e cocaina in macchina e otto chili di marijuana nella valigia A Crema sfruttamento di manodopera

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Sopra, il video della Finanza sullo sfruttamento e il degrado in cui era costretto un indiano

Sopra: il tenente Giovanni Salis (Crema), il colonnello Alfonso Ghiraldini (comandante provinciale) e il tenente colonnello Nicola De Santis (Nucleo di polizia tributaria) - FOTO FRANCESCO SESSA

AGGIORNAMENTO – Sequestro di due armi da fuoco illegalmente detenute e di otto chilogrammi di marijuana. Sono alcuni dei risultati dell’attività della Guardia di Finanza nell’ambito del ‘Servizio di pubblica Utilità 117′ sul territorio cremonese. In area cremasca, invece, un agricoltore è stato denunciato per sfruttamento di manodopera, situazione che vedeva un indiano 30enne lavorare senza alcuna tutela e vivere in piccoli spazi ricavati nei pressi di una stalla, in condizioni pessime.

LE ATTIVITA’ NEL DETTAGLIO

ARMI E DROGA IN MACCHINA: ARRESTATO ALBANESE E DENUNCIATO UN CINESE

L'arrestato e le armi - FOTO FRANCESCO SESSA

Lunedì 17 settembre una pattuglia del Nucleo di polizia tributaria della Finanza ha fermato in piazza Risorgimento H.G., albanese di 23 anni con pregiudizi per rapina e stupefacenti, in compagnia di Z.C., cinese 29enne senza precedenti, entrambi residenti a Cremona. Con i controlli della sezione mobile del nucleo era stata notata l’assidua presenza del 23enne, noto alle forze dell’ordine, al bar dell’orientale. Una presenza legata a movimenti attorno a un’auto parcheggiata in un cortile condominiale accessibile proprio dal bar: in questa macchina sono stati trovati dalle Fiamme gialle 33 grammi di cocaina suddivisi in tre dosi e, nascosti in una scatola di cartone, una rivoltella Smith & Wesson modello 357 Magnum e un fucile doppietta privo di marca identificativa, con relative munizioni. Come riferito in conferenza stampa, l’albanese ha ammesso di aver avuto le armi nella propria disponibilità (si sarebbe anche vantato con amici e conoscenti per incutere timore). Per il fucile e la pistola si attendono le analisi dei Ris, finalizzate a valutare se hanno sparato di recente. Quanto alla rivoltella, la Finanza è già risalita al proprietario, un italiano a quanto pare in rapporti di conoscenza con il 23enne: sono in corso accertamenti per capire le sue responsabilità (la Magnum era regolarmente denunciata ma non è mai stata segnalata la scomparsa o il furto).
E’ stata perquisita anche l’abitazione di H.G. e sono stati ritrovati un bilancino di precisione per il confezionamento delle dosi e uno sfollagente retrattile in metallo. Il cittadino albanese è stato arrestato e portato in carcere, mentre il ragazzo cinese è stato denunciato a piede libero per concorso.

NELLA VALIGIA DI UN SENEGALESE OTTO CHILI DI ‘MARIA’

Due giorni dopo, attorno alle 7 del mattino, una pattuglia della Compagnia di Cremona in servizio di controllo del territorio ha notato un cittadino straniero in via Dante, proveniente dalla stazione, che camminava appoggiato ad una bicicletta sulla quale aveva caricato una grossa valigia. Avvicinato per controlli, il cittadino africano si è dato alla fuga abbandonando la valigia. Scappando contromano e in una zona caratterizzata a quell’ora dalla presenza di studenti (cosa che ha ostacolato l’azione della Finanza anche per motivi di sicurezza) è riuscito a dileguarsi. All’interno del bagaglio sono stati trovati quattro grossi involucri di cellophane contenenti otto chilogrammi di sostanza marijuana essiccata. Identificato, anche grazie all’uso delle telecamere, l’uomo è risultato essere un cittadino senegalese di 31 anni, residente in Provincia, ad oggi irreperibile.

SFRUTTAMENTO: INDIANO DENUNCIA AGRICOLTORE

Altra attività della Finanza, questa volta nel Cremasco, riguarda invece il mondo lavorativo. Un indiano di 30 anni si è presentato alla Tenenza di Crema per denunciare il datore di lavoro, un agricoltore, parlando di condizioni di sfruttamento e di rifiuto di regolarizzazione, situazione che sarebbe cominciata dal 2003. Le sue mansioni: pulizia delle stalle e cura degli animali. Stipendio: mille euro al mese. Nessuna tredicesima o quattordicesima. Un giorno di riposo al mese. Una settimana di ferie a Natale, una ad agosto (scelte dall’imprenditore). Addirittura avrebbe lavorato anche dopo essersi rotto il naso, senza la possibilità di riposo. Dopo la segnalazione è quindi partita l’indagine. E c’è stato anche un blitz: i finanzieri hanno trovato l’indiano impegnato a lavorare e l’imprenditore all’inizio ha cercato di giustificare la sua presenza così: “E’ mio figlio”. Una scusa che ovviamente non ha retto. La Finanza, come spiegato dal tenente Giovanni Salis in conferenza stampa, ha poi trovato incartamenti che fanno risalire la presenza irregolare del 30enne almeno al 2008. Altri elementi sono al vaglio per gli anni precedenti. L’imprenditore, un 54enne, è stato segnalato all’Autorità giudiziaria e l’immigrato potrà ora acceder ai benefici previsti per la concessione del permesso di soggiorno. Viveva in un piccolo alloggio ricavato vicino alla stalla, in condizioni degradanti e senza il riscaldamento (come dimostra il video).

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