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Salviamo la Fondazione Stradivari salvaguardia dell'eccellenza liutaria L'appello di Anna Maramotti

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L’ottobre è stato per la liuteria cremonese uno straordinario momento culturale, di partecipazione, turistico e di rilancio della città. Un successo insomma. La Triennale nella sua nuova sede, il futuro Museo del Violino, gli splendidi concerti degli archi, Mondomusica, le decine di manifestazioni che spontaneamente si sono tenute all’ombra del Torrazzo, tutto all’insegna della tradizione liutaria cremonese.  La professoressa Anna Maramotti Politi, presidente dell’Associazione Liutaria Italiana (ALI) scende in campo in difesa della Fondazione Stradivari, salvaguardia e potenziamento dell’immagine di Cremona. E Anna Maramotti lo fa in un momento che vede addensarsi grosse nubi sul futuro della Fondazione per ragioni sicuramente non culturali.

Ecco la lettera di Anna Maramotti.

Quando ho preso la parola su questioni liutarie l’ho fatto a titolo personale. Raramente mi è accaduto di dichiarare che quanto dicevo era il pensiero dell’associazione che rappresento in qualità di presidente. In questa circostanza, che vede in forse l’esistenza stessa della Fondazione Stradivari, sento il dovere di manifestare apertamente che le osservazioni circa l’attività della Fondazione sono condivise dagli iscritti dell’A.L.I. (Associazione Liutaria Italiana). Ricordo che all’Associazione aderiscono, come previsto da statuto, non solo persone attente alla cultura liutaria, ma liutai professionisti italiani. Quindi il pensiero che riporto non riguarda solo i liutai professionisti cremonesi, ma l’intera comunità liutaria nazionale. Si tratta principalmente degli stakeholders (portatori d’interesse), che in Cremona vedono un punto di riferimento per la loro attività professionale.  Non dimentichiamo che la liuteria è un’eccellenza, espressione di cultura immateriale e materiale e concreta realtà economica del nostro Paese, che ha in Cremona il suo centro.

Quello che l’A.L.I. ha verificato è la crescita della cultura liutaria, crescita dovuta alle iniziative della Fondazione Stradivari: più concretamente per l’impegno  di chi ne è presidente, il Prof. Paolo Bodini e del direttore Dr. Virginia Villa.

Da Liuteria in festival a friends of Stradivari, dal Concorso Triennale alle iniziative internazionali  la Fondazione Stradivari ha  declinato due aspetti: l’attenzione alla cultura liutaria e la promozione dell’attività dei liutai.

Non sono conseguenze da sottovalutarsi: la centralità di Cremona con relativa ricaduta economica, lo sviluppo delle iniziative culturali per la Liuteria e la Città. Soprattutto quanto è stato fatto dalla Fondazione Stradivari è la salvaguardia e il potenziamento dell’identità di Cremona.

Lo sappiamo tutti, eminenti economisti lo ripetono, la salvezza del nostro Paese verrà dalle sue eccellenze. Per Cremona questa ha un nome: la liuteria e la Fondazione Stradivari ha assolto e sta assolvendo egregiamente a questo compito.

Mi consenta allora di aggiungere due osservazioni. Smantelliamo pure la Fondazione, chi rimarrà a testimoniare la peculiarità dell’arte liutaria di Cremona? Più concretamente: chi è capace di farlo? Questi “faccia un passo avanti”: non a parole, ma a fatti. Seconda osservazione: non è giunto il momento di lasciare una  politica “rappresentata” per attuare una politica “partecipata dai cittadini”? Se i liutai sono i primi portatori d’interesse, non è altrettanto vero che lo sono i commercianti, i piccoli imprenditori e chi a diverso titolo è artefice della cultura e dell’economia  cittadina. Non è la mia una mera proposta, ma una concreta possibilità. Progetti in tal senso già si sono realizzati nella nostra vecchia Europa. Perché non studiarli e adattarli alle nostre esigenze?. Certamente non è affossando la Fondazione Stradivari che sarà possibile  attuare un tale progetto. Al contrario, la Fondazione Stradivari ne è necessaria premessa. Non una fondazione qualsiasi, ma la Fondazione Stradivari, che nel tempo ha dimostrato capacità  e competenze. Si ricordi però che dietro le istituzioni ci sono gli uomini e sono questi a dar loro cervello, cuore e gambe. La storia ben ci insegna come le imposizioni, anche quando sono espressione di bonario paternalismo, non hanno esiti positivi.  Lasciamo fare allora a chi ha diretto rapporto col mondo della Liuteria per antica frequentazione e per aver costruito una rete di rapporti che la pongono al centro della nostra realtà cittadina.

Anna Maramotti Politi, presidente dell’ALI

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