Cronaca
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Assolto l'ex sindaco di Castelvisconti, non ha occultato documenti

E’ stato assolto Giacomo Ori, ex sindaco di Castelvisconti, accusato di occultamento di documenti elettorali. L’imputato era difeso dagli avvocati Giovanna e Angela Cappai. “Sono contentissimo”, ha detto Ori, per il quale il pm aveva chiesto una pena di otto mesi di reclusione. “E’ finita l’umiliazione, anche se resto amareggiato per le accuse che mi sono state mosse. E’ stata una macchinazione”. Il giudice Francesco Sora si è dato trenta giorni di tempo per depositare le motivazioni della sentenza. Nel processo, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, si era costituito parte civile l’attuale sindaco di Castelvisconti, Alberto Sisti, nato a Travagliato, in provincia di Brescia, assistito dal legale Stefano Ferrari. I fatti risalgono al giugno del 2009, durante il periodo elettorale. Ori, per dieci anni sindaco del Comune di Castelvisconti (si era presentato con una lista civica unica), era accusato di aver occultato atti pubblici del Comune da lui amministrato riguardanti il voto assistito e sottratto la documentazione dagli uffici comunali. Dopo aver ricevuto una segnalazione, i carabinieri di Casalbuttano avevano cominciato ad indagare. Qualcuno aveva notato l’ex primo cittadino, allora in corsa per la poltrona, portare via alcuni  documenti originali dagli uffici del Comune. Gli atti erano stati successivamente rinvenuti e sequestrati nella sede della Edilsoci, impresa edile il cui amministratore unico è lo stesso Ori. “Era il mio ultimo giorno in Comune”, ha spiegato Ori, “stavo facendo il trasloco e durante il giorno il mio magazzino era sempre aperto. Io non ho fatto sparire nulla”. Tutto ruotava attorno alla richiesta iniziale di sette voti a domicilio che il sindaco uscente aveva fatto all’Asl, incassando un rifiuto. Ori aveva quindi mandato una lettera al presidente di seggio William Raschiani, di Castelleone, con la quale lo autorizzava a raccogliere le preferenze a casa degli elettori, nel frattempo dimezzati a quattro. Raschiani aveva informato della procedura i rappresentanti di lista. Al domicilio degli elettori ci sarebbe dovuto andare con gli scrutatori e gli stessi rappresentanti di lista. La questione, però, era finita in prefettura sulla scrivania del vice prefetto vicario Emilia Giordano che aveva sospeso la procedura di voto.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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