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Omicidio Gremmi: grave trauma alla testa e insufficienza respiratoria

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Nella foto, a sinistra Pelucchi, il luogo del delitto e la vittima, Guido Gremmi

E’ stata depositata la perizia medico legale effettuata dalla dottoressa Margherita Fornaciari, consulente tecnico del pm, sulla morte, avvenuta un anno fa, di Guido Gremmi, il 74enne originario di Bobbio investito e ucciso alle 17,50 del 19 novembre dell’anno scorso in via Capra dall’imprenditore bresciano Angelo Pelucchi, 73 anni, dopo un violento diverbio per il parcheggio. Nelle quattordici pagine della sua relazione, il medico legale spiega che le indagini anatomopatologiche hanno rilevato lesioni al capo e al torace che da sole, “sia qualitativamente” che “quantitativamente”, hanno contribuito a provocare il decesso “attraverso un rapido deterioramento delle funzioni vitali”. Secondo la perizia, da solo il trauma alla testa è stato in grado di determinare “un’insufficienza cerebrale” che insieme alla frattura del torace ha portato anche ad un’insufficienza dell’apparato respiratorio e quindi di quello cardiocircolatorio. “Le indagini”, è scritto nella perizia, “non hanno rilevato altri tipi di lesioni”. La vittima era cardiopatica e aveva una bronco pneumopatia cronica, ma secondo il medico legale “ciò non ha influito sul decesso”. Già di per sé le lesioni al torace, e soprattutto al capo, sono state sufficienti a spiegare la morte. Per la perizia, “le lesioni di tipo contusivo” sono risultate compatibili con l’incidente, e cioè con l’investimento del pedone. Prima c’è stato l’urto, compatibile con le lesioni agli arti inferiori (escoriazioni a livello delle ginocchia e frattura della gamba destra), poi “l’abbattimento”, e cioè la caduta al suolo, che può essersi verificata o quando Gremmi è stato caricato sul cofano ed è caduto, oppure perché è stato proiettato a distanza. Diversamente, le lesioni non sono compatibili con “l’arrotamento”: secondo la perizia, infatti, il Suv non è passato sopra al corpo del pensionato, né lo ha trascinato. Sicuramente Gremmi è stato urtato e proiettato al suolo, mentre la fase di caricamento, per la Fornaciari, potrebbe essersi verificata almeno in parte. Escluse, invece, le ipotesi di trascinamento e arrotamento. Per quanto riguarda infine le lesioni alle dita delle mani, per il perito sono compatibili con i pugni che il pensionato aveva sferrato sul cofano dell’auto di Pelucchi prima di essere investito.

I FATTI:

La discussione tra i due era nata per colpa di una lite per un posto d’auto per disabili. Guido Gremmi e la compagna Bruna Dondi, residenti in via Capra, erano rientrati dalla spesa alle 17,15 del 19 novembre 2011 a bordo della loro Fiat Punto.  Davanti alla loro abitazione di via Plasio c’era uno spazio auto per disabili assegnato alla Dondi.  Al loro arrivo, però, il posteggio era occupato dal Suv di Pelucchi. Mentre scaricavano la spesa davanti alla porta di casa, il piacentino aveva chiamato la polizia municipale per far rimuovere l’Audi, ma proprio in quel momento era arrivato l’imprenditorie bresciano. Tra i due era scoppiata una lite molto accesa, durante la quale Gremmi aveva battuto i pugni sul cofano del Suv, provocando l’ira di Pelucchi, che poi era salito a bordo della sua Audi Q5, partendo a tutta velocità e travolgendo in pieno la vittima che gli si era parata davanti. Pelucchi, ricercato in tutta Italia dalle forze dell’ordine, che a disposizione avevano solo due lettere della targa del Suv, “EA”, si era costituito ai carabinieri di Brescia 24 ore dopo il fatto. E’ accusato di omicidio volontario.

I TESTIMONI:

Uno dei testimoni aveva raccontato di essere passato da via Capra alle 17,25 del 19 novembre insieme ad un amico e di aver visto Gremmi aspettare che Pelucchi uscisse dal Suv. “Ad un certo punto siamo arrivati in via Plasio e abbiamo sentito rumori di pugni che battevano sul cofano. Ci siamo girati e abbiamo visto un Suv dileguarsi a fortissima velocità e un uomo a terra completamente coperto di sangue”.
Un altro testimone aveva riferito di aver sentito un uomo gridare ‘Scendi, scendi’. “L’uomo in piedi era molto arrabbiato con quello alla guida dell’auto. Ad un certo punto quest’ultimo ha ingranato la retro per farsi largo e poter uscire dal parcheggio. Pur avendo l’uomo davanti a sé è partito in modo repentino, travolgendolo in pieno. L’urto è stato violentissimo. Il corpo dell’uomo è stato sbalzato di lato su un’auto parcheggiata, ed è caduto a terra”.
Il 118 era arrivato sul posto alle 17,35, mentre il decesso era sopraggiunto alle 17,50. L’autopsia era stata effettuata cinque giorni dopo i fatti, il 24 novembre del 2011.

Ora si attendono i risultati della perizia cinematica sull’auto di Pelucchi.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • roby27

    ecco un fulgido esempio di come funziona la giustizia in italia:un anno per depositare un referto autoptico!
    campa cavallo che l erba cresce!

  • PARLARE COME SI DEVE
    Una delle tante ipocrisie di società è che dei morti non si deve parlar male: per me, fra cinquant’anni, chiederò di essere giudicato per ciò che feci in vita, senza risparmi per aver adempiuto l’obbligo naturale d’esser morto………….
    Era chiaro fin dai primi giorni, e oggi, ci informa http://www.cremoanoggi.it, lo ripetono le perizie: lo sfortunato Gremmi fu ucciso sul colpo dal bresciano Pelucchi, che lo investì deliberatamente con la sua auto, tentando di fuggire.
    Dicono anche, le perizie, che ci sono segni evidenti dei pugni di Gremmi sull’auto, per protestare e minacciare il Pelucchi che aveva occupato il suo parcheggio.
    Mi auguro che Pelucchi venga condannato per omicidio volontario, ma la lezione che dobbiamo trarre noi vivi è che se Gremmi si fosse limitato a una protesta civile, senza tentare di impedire all’altro di andarsene, lui sarebbe ancora vivo, Pelucchi non finirebbe in prigione.

    Cremona 07 11 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info