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Aria malata, primo passo per il Piano anti-inquinamento

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Lotta all’inquinamento: primo passo per il Pria, il Piano regionale di interventi per la qualità dell’aria. Un segnale positivo per il territorio cremonese, schiacciato sotto il peso delle polveri sottili e per il quale gli interventi presi a livello comunale o provinciale non bastano. Il timore era che con il ‘collasso’ del governo lombardo guidato da Roberto Formigoni e con le nuove elezioni ormai alle porte il progetto del Pria ritardasse.

Il rischio-ritardo c’è ancora, ma qualcosa, almeno, si è già mosso. C’è stata un’accelerazione. Nella giornata di mercoledì il nuovo Piano a difesa dell’aria è stato approvato dalla Giunta della Regione, alle battute finali. Sono ora previsti 60 giorni per le osservazioni e 90 per i pareri motivati, poi ci potrà essere l’approvazione definitiva.

LE MISURE PER COMBATTERE L’INQUINAMENTO E LA TEMPISTICA

Stufe, riscaldamenti privati e auto, sommate alle scarse precipitazioni, producono un mix mortale da allarme. Sono in tutto 91 le misure del Pria per combattere l’inquinamento atmosferico. Nel dettaglio, 40 per i trasporti, 37 per l’energia e il riscaldamento, 14 per le attività agricole. Ci sono tempistiche di breve (3 anni), medio (5 anni) e di lungo periodo (entro il 2020).

Le misure strutturali agiscono su tutte le numerose fonti emissive nei tre grandi settori della produzione di polveri sottili: i mezzi di trasporto (27%), il riscaldamento e la produzione di energia (63%), le attività agricole (10%). Fra i provvedimenti previsti entro il primo triennio di applicazione del Pria spiccano il fermo delle auto diesel euro 3 per 6 mesi all’anno e il divieto di combustione della legna, in tutta la Regione, in stufe e caminetti a bassa efficienza.

TRASPORTI

Tra le 40 misure messe in campo ci sono le sostituzioni progressive dei veicoli euro 0,1,2, e 3 sia pubblici che privati con gli euro 5 e 6, attraverso incentivi o premialità. C’è l’estensione, entro la primavera del 2016, del divieto di circolazione ai veicoli diesel euro 3 nell’area critica che coinvolge oltre 200 comuni negli agglomerati delle principali province (Milano, Bergamo, Brescia, Pavia, Como, Lecco, Cremona, Lodi, Mantova, Monza Brianza, Varese). Si stima che tali misure potranno garantire entro il 2016, ovviamente nel macro settore, una riduzione del 37% del Pm10 (600 tonnellate in meno), del 38% degli NOx e del 45% dei Cov rispetto all’anno 2008. Nel lungo periodo, invece, le percentuali diventano del 50% per il Pm10, del 71% per gli NOx e del 74% per i Cov.

ENERGIA E RISCALDAMENTO

Censimento degli impianti domestici a biomassa legnosa, divieto di utilizzo di quelli a bassa efficienza e obbligo della contabilizzazione del calore per gli impianti tradizionali, a partire dal 2014. Questi sono alcuni degli interventi. Le 37 misure contenute nel piano consentiranno, entro il 2016, una riduzione del 23% di Pm10, del 9% degli Nox e del 12% dei Cov. Percentuali che diventano, entro il 2020, del 42, del 17 e del 17.

ATTIVITÀ AGRICOLE E FORESTALI

Le misure si concentrano fondamentalmente sul contenimento delle emissioni di ammoniaca attraverso processi gestionali e tecnologici; sulla produzione di energia da fonte rinnovabili; sulla realizzazione di pratiche agricole a basso impatto ambientale e di nuova forestazione e arboricoltura. E c’è il sostegno della Rete Ecologica regionale e della filiera bosco-legno-energia.

IL DOCUMENTO COMPLETO

Il testo integrale del Pria sarà consultabile sul sito www.reti.regione.lombardia.it e su www.cartografia.regione.lombardia.it/sivas sul quale vengono pubblicate le procedure Vas.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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