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Provincia del Po a rischio scadenza: pressioni dai territori

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Taglio delle province nella palude dei partiti. Il Consiglio dei Ministri, venti giorni fa, ha approvato il decreto legge che cancella 35 province su 86, unendo – per quanto ci riguarda – la provincia di Cremona a quella di Lodi e di Mantova. Da quel giorno sono scattati i due mesi entro i quali il decreto deve essere convertito in legge per non decadere. Attualmente, come spiega un articolo del Corriere della Sera, il decreto è fermo in Commissione Affari costituzionali al Senato dove sta subendo una serie di rinvii. In più c’è la pregiudiziale di costituzionalità, presentata dal vice capogruppo del Pdl. Un documento che sostiene che il decreto violi la costituzione e che, se venisse approvato dall’Aula, affosserebbe il riordino. In caso di voto favorevole della commissione, l’ok della Camera e del Senato dovrebbe avvenire in tempi strettissimi. E l’intenzione dei partiti sembrerebbe quella di mettere le Provincia sul tavolo dei politici e non dei tecnici, insieme a legge elettorale, alleanze e data delle elezioni, rimandando il via al riassetto al prossimo governo. Troppe le pressioni dagli enti territoriali. Anche a Mantova, dove 60 sindaci hanno incontrato i deputati mantovani mettendoli al muro sulla loro intenzione di voto, facendo leva sulla difesa della “mantovanità”, sul mantenimento del capoluogo. Il rischio scadenza a breve termine (oltre a quello ‘incostituzionalità’) è molto alto.

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Commenti
  • marco

    La cancellazione delle Province è solo fumo negli occhi ai cittadini. Gli sprechi sono altrove (Ministeri, Regioni e Società controllate dallo Stato) e non subiscono tagli.

  • mirco

    hai proprio ragione, tagliano le Province per non tagliare il resto. Perchè non iniziano a dimezzare il numero dei parlamentari e a ridurre i loro stipendi, vitalizi e benefit.

  • Marco

    Secondo me il riordino proposto dal governo è confusionario e non efficace. Taglia senza tagliare e senza risparmiare soprattutto. Partiamo dai piccoli comuni. Che senso ha mettere insieme Lodi, Mantova e Cremona quando ci sono comuni che stanno in piedi (sulle tasche di tutti i cittadini) con 250 abitanti? Prima accorpiamo i piccoli comuni, poi riduciamo o aboliamo tutte le province. Se no rischia di essere una ciambella senza buco!