Cronaca
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Provincia del Po a rischio scadenza: pressioni dai territori

Taglio delle province nella palude dei partiti. Il Consiglio dei Ministri, venti giorni fa, ha approvato il decreto legge che cancella 35 province su 86, unendo – per quanto ci riguarda – la provincia di Cremona a quella di Lodi e di Mantova. Da quel giorno sono scattati i due mesi entro i quali il decreto deve essere convertito in legge per non decadere. Attualmente, come spiega un articolo del Corriere della Sera, il decreto è fermo in Commissione Affari costituzionali al Senato dove sta subendo una serie di rinvii. In più c’è la pregiudiziale di costituzionalità, presentata dal vice capogruppo del Pdl. Un documento che sostiene che il decreto violi la costituzione e che, se venisse approvato dall’Aula, affosserebbe il riordino. In caso di voto favorevole della commissione, l’ok della Camera e del Senato dovrebbe avvenire in tempi strettissimi. E l’intenzione dei partiti sembrerebbe quella di mettere le Provincia sul tavolo dei politici e non dei tecnici, insieme a legge elettorale, alleanze e data delle elezioni, rimandando il via al riassetto al prossimo governo. Troppe le pressioni dagli enti territoriali. Anche a Mantova, dove 60 sindaci hanno incontrato i deputati mantovani mettendoli al muro sulla loro intenzione di voto, facendo leva sulla difesa della “mantovanità”, sul mantenimento del capoluogo. Il rischio scadenza a breve termine (oltre a quello ‘incostituzionalità’) è molto alto.

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