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Protesta "sonora" dei Radicali in carcere, "diritto di voto e amnistia"

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Foto di Francesco Sessa

“A sostegno di un carcere che sia espressione anche e soprattutto della funzione rieducativa che è propria della pena”. Mobilitazione generale per tutta la giornata di oggi anche a Cremona per denunciare le “intollerabili” condizioni del sistema carcerario italiano. Lo hanno fatto stamattina gli avvocati iscritti alla Camera penale, che in aula hanno osservato un minuto di silenzio prima di astenersi dalle udienze, e stasera i Radicali cremonesi, reduci dallo sciopero della fame iniziato lo scorso 19 novembre per il diritto di voto ai detenuti e per chiedere l’amnistia. Per circa un’ora, dalle 19,45 alle 20,30, i rappresentanti del Partito hanno raggiunto i cancelli del carcere di via Cà del Ferro per la “battitura e il silenzio”. Durante il presidio, organizzato anche in numerosi istituti penitenziari, i militanti radicali, muniti di pentole, coperchi e cucchiai, hanno accompagnato dall’esterno la battitura a cui hanno preso parte i detenuti dalle loro celle. “Oggi tutti si sono mossi”, ha commentato il radicale Sergio Ravelli: “le famiglie, i detenuti, gli agenti di polizia penitenziaria, gli avvocati, tutti contro la lunghezza dei processi, il sovraffollamento delle carceri e le condizioni inumane in cui devono vivere i detenuti. La nostra è una battaglia anche per l’amnistia e per far riconoscere il diritto di voto ai detenuti”. “Degli oltre 400 carcerati”, ha spiegato Ravelli, “ce ne sono almeno 200 che non essendo stati ancora condannati hanno diritto a votare, ma la burocrazia non fa avere i certificati elettorali in tempo. Anche in passato sono riuscite a votare solo poche unità”. Nella serata di protesta, oltre a pentole, coperchi e cucchiai, i Radicali si sono presentati con i consueti cartelli: “Diritto di voto ai detenuti subito”, “Stato fuorilegge, vogliamo legalità e giustizia”, “Amnistia subito”. Ravelli ha poi concluso: “E’ solo una tappa della battaglia per la legalità e la giustizia. Siamo consapevoli che sarà lunga e difficile, ma alla fine strapperemo una grande conquista”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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